Il dolore
Padre coraggio fa sgominare una gang
Denuncia il figlio corriere della coca e scatta una indagine internazionale che porta all’arresto di tredici persone
LUCCA. Il coraggio di un giovane padre lucchese e la volontà di un figlio devastato dalla cocaina hanno contribuito in modo determinante a smantellare un’organizzazione internazionale al cui vertice c’erano individui in grado di trasportare in Italia decine e decine di chili di purissima polvere bianca. Coordinati da un italiano che è tuttora latitante.Dall’Argentina e dal Perù arrivavano carichi da un chilo sottoforma di ovuli ingeriti da corrieri che rischiavano ogni volta la vita.E proprio il giovane tossicodipendente lucchese, convinto da un compagno incontrato in una comunità di recupero in Toscana, nel gennaio 2011 aveva abbandonato la comunità stessa ed era entrato in contatto con la gang.
I viaggi con gli ovuli. Spedito a Buenos Aires con un biglietto aereo da Bologna dopo un breve soggiorno nella capitale argentina il giovane ingerisce, su indicazione dei trafficanti, ovuli pari a un chilo di cocaina purissima per poi imbarcarsi su un volo diretto all’aeroporto di Bologna via Madrid. In un appartamento del capoluogo emiliano evacua gli ovuli e li consegna a un albanese previo compenso di 7mila euro dei quali duemila destinati al tossicodipendente che lo aveva reclutato e inserito nell’organizzazione. Ormai il giovane lucchese è nel giro e il 21 aprile dello stesso anno l’organizzazione gli affida una nuova missione stavolta in Perù. Lì deve ingerire ovuli del peso di 5 grammi ciascuno. Anche in quel caso un chilo di cocaina purissima da far arrivare in Italia. L’organizzazione per non dare nell’occhio sceglie un appartamento di Ferrara come luogo dove, al ritorno, il giovane lucchese avrebbe dovuto evacuare gli ovuli ingeriti.
Allucinazioni dopo la sniffata. E in quella circostanza, lasciato solo nell’alloggio dall’albanese che invece avrebbe dovuto occuparsi di lui, il giovane lucchese cede al richiamo della cocaina trasportata, la assume sniffandola in grande quantità. E sta male, in preda ad allucinazioni nel corso delle quali vede uomini vestiti di nero, come gli appartenenti ai gruppi speciali della polizia americana rappresentati nei film, che lo spiavano dalle finestre o all’interno degli armadi.
Al punto da chiedere aiuto ai genitori, che si precipitano in Emilia per riportare a casa il figlio.
Sos ai carabinieri. E’ a quel punto che il padre, preoccupato per la piega presa dalla situazione, decide di rivolgersi a un maresciallo dei carabinieri della Compagnia di Lucca. Ascoltato il genitore, effettuati i primi riscontri, i militari controllano l’abitazione del ragazzo dove trovano 51 ovuli del viaggio in Perù pari a 250 grammi di coca purissima. Un quantitativo dal quale sarebbe stato possibile ricavare 1539 dosi per un valore di mercato di circa 150mila euro. Per il giovane scattano le manette e di fatto da questo momento il ragazzo lucchese esce dall’inchiesta, il suo percorso giudiziario lo vede sottoposto a processo, condannato e poi di nuovo entrare in una comunità di recupero.
L’inchiesta internazionale. Da quel momento scatta l’inchiesta per il traffico internazionale di droga. Vengono sequestrati i biglietti aerei, il passaporto e le agende del corriere lucchese e attraverso le memorie del suo cellulare gli inquirenti arrivavano ad identificare Claudio Ranko Pawan, il reclutatore del giovane lucchese che si trovava con lui nella comunità di recupero e Leonard Ndoj, albanese, destinatario del primo carico di cocaina mentre l’organizzatore del traffico, un italiano, era latitante.
Il materiale per competenza viene acquisito dalla Dda di Bologna che dà il via a una complessa e minuziosa indagine andata avanti per oltre due anni. Vengono appurate le modalità di pagamento dello stupefacente e accertato che l’italiano latitante, fulcro dell’organizzazione, è inserito in un traffico internazionale con cittadini sudamericani appartenenti ai cartelli del narcotraffico e collegati con la ndrangheta.
Arresti e sequestri di droga e denaro. Alla fine dell’operazione tredici le persone arrestate, trentasei quelle denunciate, 29 i chili di cocaina sequestrati su tutto il territorio nazionale per un valore di 9,5 milioni di euro. Gli arrestati sono Alain Galantini, 45 anni, di Carpi, a cui sono stati sequestrati 70 grammi di cocaina, Lorenzo Guio, 38 anni, italiano e gli albanesi Hasan Balukja e Julian Baholli di 47 e 39 anni con un sequestro di 2,6 chili di cocaina e 2,5 di eroina e infine Nelson Pichardo, 49 anni, domenicano, Domenico Polimeni, 57 anni, origini calabresi, Carmelo Ielo, 54 anni, di Reggio Calabria, Domenico Trimboli, 24 anni e Leo Morabito di 26 tutti di origine calabrese e affiliati alla criminalità locale. A loro - in occasione dell’arresto effettuato dai carabinieri del nucleo operativo di Lucca a Torino, venivano sequestrati 12 chili di cocaina e 200mila euro in contanti che erano stati abilmente nascosti in una Peugeot 207. In particolare si trovavano in due scomparti segreti ricavati nella parte scatolata della carrozzeria che collega il parafango posteriore a quello anteriore correndo sotto gli sportelli.
Infine in manette anche i peruviani Renee Vera Flores e la madre Ana Ruiz Flores oltre a Josè Ramirez Diaz.
Luca Tronchetti
Fabrizio Tonelli
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