Toscana
Carmine, ritardi per il tetto lavori prorogati di 40 giorni
Protestano gli operatori della zona. L’assessore Lemucchi: «Le opere sono avanzate, ritengo che saranno ultimate prima di fine settembre». Ancora da definire se il recupero proseguirà
LUCCA. Slittano i tempi di consegna dei primi lavori di recupero del mercato del Carmine. Il nuovo tetto - quello realizzato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio (142mila euro sull’importo complessivo dell’appalto, vale a dire 169mila euro) - che doveva essere pronto per il 21 agosto non lo sarà che quaranta giorni più tardi, ovvero il 30 settembre, nuovo termine dei lavori in base a precisa ordinanza comunale.
Un ritardo autorizzato in sordina, in pieno mese di agosto. L’ordinanza è stata affissa sul retro del mercato (via San Gregorio), sull’esterno della rete che delimita l’area del cantiere in prossimità della grande gru che occupa una quindicina di stalli gialli destinati alla sosta dei residenti.
La proroga, in base a quanto recita l’ordinanza, è stata richiesta dalla ditta appaltatrice, la Metalmeccaniche Lom Cer srl di San Donato, e alla stessa concessa.
Un allungamento dell’intervento che non ha fatto piacere agli operatori commerciali della zona (oltre che ai residenti rimasti senza posto auto): una buona dose di delusione (e di proteste) nel vedere subito rinviati i tempi di un’opera molto attesa come la sostituzione della vecchia copertura colabrodo del Carmine con una nuova, di materiale leggero; intervento che oltretutto dovrebbe rappresentare il primo passo verso un recupero complessivo dell’antica struttura. Delusi anche perché, spiegano gli operatori, la proroga è stata concessa, ma in agosto non si è visto pressoché nessuno a lavorare.
«Il tempo brutto di luglio e ritardi propri della ditta appaltatrice, compresa la pausa di agosto - spiega l’assessore al commercio Giovanni Lemucchi - sono le cause che hanno reso necessaria la proroga. Anche se il termine del 30 settembre ritengo sia stato determinato in via precauzionale. Visto lo stato di avanzamento raggiunto, i lavori dovrebbero essere completati anche prima di questa scadenza».
La proroga appare comunque, in base alle ulteriori spiegazioni dell’amministratore, non solo fine a se stessa. Il mese di settembre, spiega infatti Lemucchi, sarà determinante per il futuro del Carmine.
«Dobbiamo definitivamente decidere - sottolinea - se i lavori di recupero proseguiranno dopo il completamento del tetto oppure se saranno interrotti. L’amministrazione dovrà deciderlo insieme alla Fondazione Cassa di risparmio. Mi auguro che si opti per la continuazione, ma in questo caso ci sarà da capire tecnicamente come proseguire».
È molto atteso in questo senso il responso che arriverà dalla riunione di settembre dell’organo di indirizzo della Fondazione Crl. Se dall’incontro arriverà il via libera per l’erogazione di altri fondi (tre milioni, da decidere con quali tempistiche e in quante soluzioni) oltre quelli destinati al rifacimento del tetto. Dopodiché, prosegue Lemucchi, potrà essere formalizzata la convenzione (anche se la firma era annunciata per il mese di luglio appena trascorso) per il conferimento dei nuovi contributi da destinare al Carmine.
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