La manifestazione
Campiglia, Betti disposto a fermarsi
Nell’assemblea il sindaco deve prendere atto del forte dissenso sul progetto del polo scolastico. Attacchi dalle minoranze
BAGNI DILUCCA. Stop al progetto del mega polo scolastico ipotizzato dalla giunta comunale nella zona di Campiglia? Così sembra. Di fronte ad una partecipatissima assemblea alla quale erano presenti non solo i residenti dell’area interessata, il sindaco, Massimo Betti, si è detto pronto a fare marcia indietro sul piano, se non è condiviso. «Sono uno di voi, un concittadino – ha sostenuto, sorpreso per la reazione trovata nella popolazione, ma deciso a tenerne sia pure tardivamente conto e a recuperare il rapporto diretto e meno istituzionale con i cittadini–. Non mi aspettavo una così netta contrarietà al progetto. Valutate anche altre ipotesi, a noi pareva la più giusta. Ma se Campiglia non lo vuole, il polo non si fa, venite pure a prendermi a casa».
In realtà non pare soltanto la gente della frazione interessata a contestare la proposta, anche se a parlare, all’inizio sono stati il proprietario della casa sulla collinetta sopra il cimitero, Giani, e la rappresentante degli abitanti di Campiglia, Cornelia Salotti. Durissimi gli attacchi dei rappresentanti delle minoranze. «Ci sono tante fabbriche dismesse in paese – ha detto ad esempio Carlo Giambastiani, consigliere comunale di Voltiamo Pagina – perché se ne è scelta una delle poche ancora in attività?». Più politico l’intervento di Paolo Peruzzi, vicesegretario del Pd locale che molti indicano come potenziale candidato sindaco del centrosinistra alle prossime elezioni: «Betti deve stare attento. Il progetto è contestato anche dalla sua maggioranza, tanto che ha perso già un consigliere delegato e un assessore portatori di 300 voti. Sul progetto del grande polo scolastico ha contro non soltanto la gente di Campiglia, ma la grande maggioranza dell’opinione pubblica del paese». Critiche analoghe sono arrivate anche da Claudio Gemignani, esponente di Forza Italia.
Non più teneri però anche gli interventi dei cittadini, che hanno confermato come il progetto del nuovo polo sia diventato un vero e proprio tormentone dell'estate per i cittadini di Bagni di Lucca. Ieri hanno voluto esprimere tutte le ragioni della loro contrarietà al piano nella riunione pubblica al Circolo dei Forestieri, indetta dai residenti di Via Campiglia insieme alle forze di minoranza "Voltiamo Pagina" e "Obiettivo Comune". Era da tempo che non si vedeva una opposizione così agguerrita e compatta nel sostenere le tesi dei tanti cittadini contrari al progetto della nuova scuola, diventato un vero tallone d’Achille per l'Amministrazione, che tanto ha puntato su questo obiettivo, ma che adesso deve fare i conti con l’evidente dissenso. Il progetto infatti ha creato una profonda spaccatura tra amministratori e amministrati, ingrossatasi come una valanga che sta facendo perdere consensi all'interno della maggioranza e facendo per contro riprendere fiato alle minoranze. Opposizioni che attaccano in modo sempre più forte il sindaco e il suo tentativo di fare marcia indietro affermando che il progetto «non è scolpito nella pietra», che era «un'ipotesi per reperire i fondi» e che il sito sarebbe stato discusso con la popolazione. In assemblea è stata ventilata l’ipotesi che il polo possa essere spostato altrove, ma le minoranze ricordano che non è quindi possibile trasferirlo se non si vogliono perdere i contri buti. «Spieghi Betti – dicono inoltre gli oppositori – per quale motivo, se il sito era ancora da decidere, ha dato incarico al responsabile dell'ufficio tecnico di fare un pre-accordo di acquisto del fabbricato "Serafini Arte Casa"; ha avviato la variante al regolamento urbanistico; ha votato contro la mozione della minoranza ed ha dato incarico all'avvocato per difendersi contro il ricorso al Tar dei cittadini di Via Campiglia. Il sindaco è in forte contraddizione. Se il luogo non era ancora deciso, a cosa servivano tutte le sue scelte?».
Resta da vedere ora cosa accadrà dopo la disponibilità offerta da Betti nell’assemblea di ieri pomeriggio. Se il progetto per Campiglia è affossato, sarà comunque necessario individuare al più presto un’altra soluzione per il nuovo polo scolastico. E trovare il modo di reperire i fondi necessari.Non secondario, sotto questo profilo, l’aspetto della localizzazione che deve tenere conto delle esigenze di tutti, ma anche della fattibilità e della economicità. Ora da Betti la popolazione e le minoranze si attendono atti univoci e chiari: se il polo nella zona di Campiglia non si fa più, vanno ritirate anche tutte le iniziative per gli espropri che tanto sconcerto hanno destato. Alla luce dell’epilogo dopo l’assemblea di ieri, il sindaco e la sua maggioranza dovrebbero aver capito che con un confronto vero, aperto e preventivo, con la disponibilità ad ascoltare anche le ragioni altrui, lo scontro si sarebbe potuto evitare.
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