Sicurezza
Maltempo e sagre mettono in crisi i nostri ristoratori
Benedetto Stefani (Confcommercio) chiede nuove regole «Numero contingentato per le feste gastronomiche»
LUCCA. Nei ristoranti affari a rilento a causa del maltempo. Nel mese di luglio l'abbondanza di pioggia ha sicuramente influito sulle presenze: le persone infatti si sono recate meno nei ristoranti nei giorni di tempo incerto. Al contrario il mese di agosto, più in clima di stagione estiva ma non sempre, è stato migliore dal punto di vista delle presenze. Nel complesso è stata una stagione a ribasso rispetto all'anno scorso.
Secondo Benedetto Stefani, presidente Fipe di Lucca (Federazione italiana dei pubblici esercizi di Confcommercio), sezione ristoratori, il bilancio della categoria per questa stagione non è uno dei più positivi degli ultimi anni. Emerge secondo il presidente anche un paradosso: «Nonostante il numero dei turisti sia aumentato, i consumi sono rimasti pressoché uguali. La gente c'è ma spende poco, un effetto evidente della crisi».
Purtroppo il cattivo tempo non è stato l'unico elemento ad influire negativamente sui ristoratori. Si tratta di un problema già segnalato in passato dalla categoria: l'eccessiva frequenza delle sagre e la loro scarsa regolamentazione. Secondo gli addetti ai lavori, queste particolari feste paesane vengono ormai organizzate troppo spesso e sottraggono una cospicua fetta di clienti ai ristoratori. Negli ultimi anni sono stati fatti numerosi incontri tra le amministrazioni locali e i rappresentanti dei ristoratori al fine di trovare delle soluzioni che potessero favorire sia le sagre che i ristoranti. Il presidente Stefani a tal proposito ha parlato di «tante proposte discusse ma poche normative attuate. Dovrebbe esistere un numero massimo di sagre al mese».
I problemi delle sagre non sono legati solo alla frequenza ma anche alla loro organizzazione: le feste dovrebbero essere su un prodotto tipico a tema, purtroppo però vengono serviti anche molti altri piatti. Stefani propone come soluzione una «collaborazione maggiore di entrambe le parti, una maggiore condivisione degli spazi dei consumi, cercando ad esempio di rendere più mono prodotto le sagre permettendo così ai ristoranti di offrire altri tipi di prodotti».
È quindi auspicabile un ritorno al dialogo per la progettazione e attuazione di norme. Conclude Stefani: «Il territorio deve essere tutelato, la ristorazione risente già della crisi, le feste dovrebbero essere un momento vantaggioso per tutti. È il momento di cambiare, sarebbe giusto e opportuno fare qualcosa altrimenti affogheremo tutti».
Aurora Finocchiaro
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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