Trasporti
BENE PUBBLICO O PRIVILEGIO PER ELETTI?
di MARCO INNOCENTI Chi tocca le casermette muore. Deve essere questa l’opinione che hanno della razionalizzazione dell’uso dei complessi pubblici sulle Mura gli amministratori comunali di sempre,...
di MARCO INNOCENTI
Chi tocca le casermette muore. Deve essere questa l’opinione che hanno della razionalizzazione dell’uso dei complessi pubblici sulle Mura gli amministratori comunali di sempre, poco o nulla disposti a mettere mano al ginepraio di favori, rapporti diretti, e percorsi a dir poco tortuosi che sono alla base di molte concessioni d’uso. Più volte si è sentito dire che si volevano casermette aperte al pubblico, con bagni e servizi a disposizione dei turisti. Ci si volevano fare punti di accoglienza, centri culturali e di socializzazione per giovani e non. E soprattutto si diceva di voler disciplinare manutenzione e canoni, tenendo come assoluta priorità l’utilizzo pubblico o quanto meno aperto al pubblico. Con l’eccezione della casermetta che ospita l’Associazione Lucchesi nel Mondo e di poche altre, l’uso che ne viene fatto appare del tutto privatistico, senza alcun ritorno per i potenziali fruitori esterni, né di immagine.
Utopia ipotizzare che negli anni delle celebrazioni per il Cinquecentenario si provi finalmente a mettere mano nel ginepraio delle concessioni e delle gestioni? Che si mettano nero su bianco funzioni, regole e finalità che devono consentire alle casermette di diventare un fenomenale polo di attrazione e attività aperto a tutti, e non di rappresentare spesso una privilegiatissima sede per pochi eletti? Si è mai provato a immaginare quanto vivacizzerebbero la città, in ogni mese dell’anno, se fossero aperte anche di sera?
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