Il Tirreno

Lucca

«Un dolore immenso e non sopportabile»

di Renato Bertolucci
«Un dolore immenso e non sopportabile»

Lo psicologo Renato Bertolucci: il sentimento della perdita può annientare tutto il nostro essere

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LUCCA. Renato Bertolucci, psicologo e psicoterapeuta, è giudice onorario al tribunale per i minori di Firenze. Offre una chiave di lettura della tragedia di S. Leonardo in Treponzio.

«La scomparsa di una persona cara provoca un dolore immenso. Sto scrivendo, ma mi rendo conto che le parole non riescono a descrivere l'intensità del dolore. Non ci sono parole per raccontare il dolore. Il dolore si può provare e basta. La scomparsa di una persona cara, come ho detto, provoca un dolore immenso. E il dolore è tanto più forte, quanto la persona è vicina a noi.

«Nel caso di specie la scomparsa di una moglie di una compagna, di un marito, di un compagno ha in sé un sentimento vivo che è il riflesso del sentimento che ci lega a quella persona. Tanto amore, tanto dolore. Anzi il dolore è più forte perché si alimenta dell'amore che era e continua ad essere presente anche quando lei o lui non c’è più. Tanto potente il sentimento di amore, tanto potente il sentimento della perdita che annienta tutto il nostro essere. Diventa un pensiero costante, martellante, continuo, tanto grande da assorbire anche la voglia di vivere di chi rimane. E non è sempre così facile trovare ragioni per restare aggrappati alla vita. Come non ricordare le persone anziane che dopo una vita passata insieme, una vita amorevolmente ed intensamente condivisa, in presenza della scomparsa dell'uno, l'altro lo segue poco dopo. Lasciandosi morire o cercando volontariamente con un estremo gesto di uscire di scena.

«L'amore che unisce con intensità veramente forte, acuisce il dolore della scomparsa della persona cara che annulla il pensiero razionale lasciando spazio solo al dolore. Un dolore cosi forte che non fa pensare, che non fa riflettere, rimane solo il desiderio di non provare quel dolore e la decisione è presa per non sentire il dolore della mancanza della persona amata.

«Si possono fare commenti, cercare spiegazioni anche psicologiche. La spiegazione più semplice ed immediata è che quello che è successo oggi è collegato al 3 agosto. Due persone si volevano veramente bene e il dolore della scomparsa, l'intensità di quell'amore ha creato un dolore così forte che la persona rimasta non ha retto. Non c'è spazio per il commento, c'è solo il dolore ed un silenzio che lo rappresenti».

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