Finanza
La invita a casa e poi la violenta
Drammatica esperienza per una prostituta in un appartamento di Ponte a Moriano
LUCCA. Usata come un oggetto di cui disporre come meglio si crede specie se si pagano dei soldi in cambio di una prestazione sessuale. Calpestando la dignità umana e la volontà della persona. Per una giovane prostituta nordafricana è stato inutile gridare, divincolarsi, cercare di fuggire dalle grinfie del cliente che voleva abusare di lei imponendole una prestazione sessuale energicamente rifiutata. È stata brutalmente violentata dal giovane cliente, un connazionale di 34 anni, nell’appartamento che condivideva con alcuni amici nati in Marocco e che hanno assistito senza batter ciglio alla violenza sessuale. Alla fine la lucciola è riuscita a divincolarsi ed è uscita in strada coperta da un asciugamano insanguinato riuscendo a fermare un automobilista che l’ha soccorsa e ha avvertito i carabinieri e un’ambulanza. Nel giro di un paio d’ore lo stupratore è stato individuato e portato in caserma. Nei suoi confronti è scattata una denuncia per violenza sessuale. È un clandestino e già ieri pomeriggio era stato trasferito in un centro a Bari per essere rimpatriato.
La storia. L’aveva voluta in tutti i modi. Con ostinazione. Sin da quando, nel 2011, dopo aver ottenuto da un connazionale il suo numero di telefono l’aveva invitata più volte perché voleva avere un rapporto sessuale con lei. Pagando, s’intende. Perché la giovane donna - 33 anni, residente a Bergamo - è una prostituta e non ha mai negato di esercitare il mestiere più antico del mondo. Dopo un infinito tira e molla la giovane, forse anche per togliersi dai piedi quello “scocciatore”, cede e dopo aver pattuito un compenso di 150 euro più le spese di viaggio (in treno) e quelle di soggiorno giovedì mattina s’incontra con lo «spasimante a pagamento». Un incontro basato esclusivamente sul sesso. L’extracomunitario abita, con alcuni connazionali, in un appartamento a Ponte a Moriano. Giovedì sera si ritrovano tutti insieme sotto lo stesso tetto. Ma la lucciola e il cliente si appartano. Qualche effusione, una cenetta romantica e poi l’approccio sessuale tanto desiderato. Tutto pianificato tranne il tipo di rapporto.
Nei patti intercorsi la donna, stando al racconto fornito ai carabinieri, escludeva categoricamente alcuni tipi di rapporto. E quando si accorge che il cliente vuole obbligarla reagisce come può. Si divincola, grida, prova a fermarlo. Ma è tutto inutile. Viene violentata alla presenza degli amici del connazionale che non muovono un dito. «Ho provato a dire basta - racconta al capitano dei carabinieri Lorenzo Angioni che la ascolta come persona informata dei fatti - Ma è stato tutto inutile». Una violenza animalesca subita e sofferta.
Codice rosa. Appena il cliente molla la presa la giovane ne approfitta per fuggire. Sono le 4,30 del mattino quando un automobilista vede quella donna mezza nuda in mezzo alla strada e si ferma. Al pronto soccorso del San Luca il ginecologo di turno accerta l’avvenuto abuso sessuale. Vengono attivate le procedure del codice rosa e la vittima viene medicato e dimessa. Se la caverà con 4 giorni di prognosi, ma dovrà convivere con quell’orrendo ricordo .
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