Attenzione
Proteste per il taglio degli alberi
Nel mirino l’intervento in viale Del Prete. Mannocci (Italia Nostra): «E dopo?»
LUCCA. Prosegue il taglio dei tigli lungo il viale Carlo Del Prete, e proseguono anche le prese di posizione, per lo più polemiche, nei confronti di questa azione. Da una parte ci sono alcuni residenti che si chiedono il perché della rimozione di piante che appaiono sane (anche se l’Opera delle Mura a più riprese ha detto che i tigli hanno seri problemi di salute che possono ripercuotersi anche sulla incolumità pubblica).
Dall’altra, con un post su Facebook, sulla questione è intervenuto anche Roberto Mannocci, presidente della sezione lucchese di Italia Nostra che conia il termine di “centimazione”: «In italiano il termine non esiste - scrive Mannocci - ma lo coniamo noi perché quello inventato dai nostri non previdenti padri, decimazione, non riesce a dare l'esatta idea dell'impatto quantitativo. Ben oltre 300 tigli sono in abbattimento lungo i viali di circonvallazione di Lucca, in un unico botto. La paura fa 90! Il motivo della pubblica incolumità giustamente non può essere trascurato! L'attacco dell'armillaria alla stabilità di molti esemplari di questa specie arborea è evidente (anche se, come profani, ci pare di registrare eccessiva cautela). Ma quale è il dopo? Quale progetto si sta perseguendo per il dopo? Come saranno i viali, dopo? I funerei monconi saranno tolti, dopo? I giganti abbattuti saranno sostituiti, dopo? Come e quando saranno sostituiti, dopo? Interrogativi tutti ultra-giustificati, guardando il “dopo” dei tigli di via Matteo Civitali: tutto fermo dopo la decimazione, tutto a metà dopo 15 mesi».
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