Italia
Madonne Bianche, «parco affossato dal Comune»
Gli ex occupanti accusano: «Non è stata cambiata la destinazione d’uso, c’è ancora il cantiere Geal e si continua a proporre la struttura ai privati»
LUCCA. Non accenna a placarsi la polemica sulla vicenda de “Le Madonne Bianche”. Agli inizi del mese i ragazzi dell'associazione Spazio e Socialità hanno presentato, tramite la loro pagina facebook, un progetto concreto di gestione per la polisportiva de “Le Madonne Bianche” di Sant'Alessio. Non sono arrivate risposte da parte del Comune e del sindaco Alessandro Tambellini e i ragazzi, delusi per non essere stati ascoltati, hanno reagito lanciando l'ennesimo attacco ad un'amministrazione che giudicano sempre meno interessata a cogliere il problema. «Abbiamo strappato un incontro con voi e vi siete detti disponibili al dialogo – si legge dal comunicato della pagina facebook – anche se avevamo avuto solo un provvedimento autocratico del sindaco che poneva fine all'autogestione con un palese pretesto e uno scarico di responsabilità. Fino ad oggi il dialogo non è esistito, per vostra responsabilità le Madonne Bianche sono tornate allo stato di degrado nel quale voi le avete abbandonate». Parole al veleno dunque, per una giunta accusata di negligenza nel gestire l'intera faccenda.
«Avete continuato a vagliare le proposte dei privati – continuano i ragazzi - quando dopo anni non siete neppure riusciti a svendere il parco. Come risposta concreta noi abbiamo messo nero su bianco il nostro progetto di autogestione di un bene comune, di rivitalizzazione di un quartiere, di una città dal punto di vista culturale e sociale. Abbiamo messo impegno a ripulire le Madonne Bianche, come a scrivere il progetto, che punta non a una gestione privatistica, come vorreste voi, ma pubblica. A distanza di un mese dalla chiusura delle Madonne Bianche siamo ancora qui a chiedere risposte».
Una battuta anche per l'eterno cantiere Geal che, aperto un anno fa e la cui chiusura era prevista in circa tre mesi, ancora occupa l'area centrale del parco.
«Avevate garantito la chiusura del cantiere Geal i primi di agosto – dicono gli ex occupanti – ma anche questa previsione era sbagliata. Vi eravate da soli dati una settimana prima di cambiare la destinazione d'uso da impianto sportivo a parco. Ora siamo a conoscenza che ancora oggi i privati stanno visitando il parco per la concessione, o meglio la svendita». La lettera si chiude con un perentorio «basta con la città vetrina dove ogni spazio è messo a profitto e la collettività muore, uccisa dalla speculazione. Siamo qui e aspettiamo risposte».
La parola adesso passa all'amministrazione comunale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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