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«Con la fascia non entri» Il prete “caccia” il sindaco

«Con la fascia non entri» Il prete “caccia” il sindaco

L’episodio sabato scorso a Valdottavo per la festa di San Rocco fra Don Brunini e Andreuccetti. Il primo cittadino: «Per me la cosa finisce qui»

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BORGO A MOZZANO. Il parroco che impedisce al sindaco di entrare in chiesa, decine di fedeli stupiti, la successiva bagarre sui social network. Ecco per sommi capi cosa è accaduto durante e dopo le celebrazioni dell’annuale festa di San Rocco a Valdottavo.

Protagonisti Don Marcello Brunini e, suo malgrado, il primo cittadino di Borgo a Mozzano Patrizio Andreuccetti. Tutto inizia sabato scorso quando gli abitanti di Partigliano arrivano in processione alla chiesa di Valdottavo. La cerimonia rievoca un episodio accaduto nel 1631 quando i partiglianini, decimati dalla peste, scesero a valle per chiedere a San Rocco di liberarli dall’epidemia che li stava decimando. Secondo la storia tramandata, i cittadini del paese guarirono e da allora, ogni 16 d’agosto, i discendenti compiono lo stesso tragitto per poi riunirsi alla comunità valdottavina ed effettuare insieme il tradizionale bacio delle tavole.

Sabato anche Andreuccetti è in processione; è lì in qualità di fedele e rappresentante delle istituzioni. Indossa la fascia tricolore e assieme alla Compagnia di Partigliano, radunata in località la Polla, percorre Via dell’Unità e si unisce alla Compagnia di Valdottavo, che attende il gruppo a metà strada. Arrivato il momento di varcare la porta della Chiesa, Don Brunini però lo blocca e gli dice che così non può entrare e che non ha ricevuto alcun invito. Un momento d’imbarazzo poi Andreuccetti mette la mano sinistra sulla spalla del parroco, con la destra stringe la sua ed esce accompagnato da un gruppo di fedeli. Vicenda conclusa? Assolutamente no. Su Internet e Facebook partono i racconti di chi lì c’era ed ha assistito alla spiacevole situazione. Montano le prime polemiche, si definiscono con il passare delle ore gli schieramenti. Andreuccetti almeno inizialmente decide di non commentare, poi pubblica un post per spiegare cosa e accaduto e tranquillizzare tutti: «Ho partecipato alla festa con il tricolore per omaggiare una delle nostre tradizioni più belle e sentite. Ho agito con gioia, rispetto e piena coscienza del legame religioso e storico che intercorre tra i due paesi. Subito dopo l’ingresso ho sentito la voce di Don Marcello che mi chiedeva di non entrare con la fascia. Mi ha spiegato che non era idonea in quanto non avevo ricevuto alcun invito. Io ho ritenuto opportuno rispettarne la volontà e dopo avergli stretto la mano sono uscito dalla chiesa. In quel momento ero il sindaco, non solo Patrizio, e se non si voleva la fascia, non si voleva il sindaco, quindi mi sono fatto da parte. Io, al posto suo, avrei forse agito con maggior delicatezza ma non tutti siamo fatti alla stessa maniera. Ad ogni modo per me la cosa finisce lì. L’unità e il bene della nostra comunità – conclude – vengono sempre prima di tutto e vanno preservati anche quando nascono alcune incomprensioni».

Chiara Lammari

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