Sicurezza
Maltrattata durante la gravidanza una donna su quattro
Una donna su quattro è vittima di violenza durante la gravidanza. Quello che può sembrare un evento raro o impossibile, in realtà è un fenomeno molto diffuso. E la violenza all'interno di una coppia...
Una donna su quattro è vittima di violenza durante la gravidanza. Quello che può sembrare un evento raro o impossibile, in realtà è un fenomeno molto diffuso.
E la violenza all'interno di una coppia aumenta proprio quando la donna aspetta il bambino. Studi dimostrano che l'aggressore è di solito il partner, e quindi futuro papà, o l'ex compagno o il familiare. Il 30 per cento dei maltrattamenti ha inizio proprio durante la gravidanza e il periodo maggiormente a rischio va dal secondo al terzo trimestre.
Il 70 per cento delle donne maltrattate in precedenza continua ad esserlo anche in gravidanza, mentre nel 13 per cento dei casi i maltrattamenti aumentano soprattutto se la vittima è un'adolescente, con il rischio che si triplica tra i 16 e 19 anni di età.
«La violenza nella coppia aumenta quando la donna aspetta un bambino – spiega l'assistente sociale Carla Papini, responsabile del consultorio giovani e di quello familiare, - perché il fatto di concentrarsi sulla gravidanza fa scattare nell'uomo la paura di perdere il controllo e quindi accresce la sua aggressività.
«Emotivamente, poi, la donna in quella fase della vita è più vulnerabile. Esiste poi una stretta relazione tra violenza in gravidanza e rischio di abuso sui figli: il partner che abusa della madre ha probabilità di avere un comportamento violento con i figli in una percentuale che oscilla tra il 40 e il 60 per cento».
Al consultorio famigliare nel 2011 sono state effettuate 24 prestazioni sulla violenza, 217 nel 2012 (anno in cui è stato attivato il “codice rosa” all'Asl di Lucca), 260 nel 2013. Al 15 luglio di quest'anno sono già 238.
«Lavoriamo soprattutto col pronto soccorso – conclude Papini – poi con la Luna per quanto riguarda l'inserimento in casa rifugio, visto che come Usl abbiamo una convenzione specifica con l'associazione.
«A volte ci siamo accorti di situazioni di violenza parlando con le donne che venivano in consultorio per una prestazione ginecologica: all'inizio erano soprattutto le straniere a parlare, poi hanno cominciato anche le donne italiane». (n.d.)
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