Finanza
Adolescenti e giovani poco consapevoli
Gli esperti: «Sono poco informati e tendono a sottovalutare il rischio di comportamenti violenti e ossessivi»
LUCCA. Ne hanno sentito parlare, ma pensano che la violenza sia qualcosa di lontano dal loro vivere quotidiano. Qualcosa che capita solo ad alcuni soggetti ben identificati, con dinamiche ben riconoscibili. E minimizzano così gli atti di sopraffazione e abuso (soprattutto psicologico) che subiscono o vedono intorno a sé.
Sono gli adolescenti, i ragazzi e le ragazze che appaiono ancora troppo poco preparati e troppo poco informati su fatti, questioni, fenomeni. Talvolta pieni di luoghi comuni e pregiudizi.
«Manca la consapevolezza sul fenomeno della violenza tra i più giovani, soprattutto quella che scaturisce all'interna della coppia - racconta Carla Papini, responsabile del consultorio giovani a Lucca –.Sanno che esiste la violenza, magari hanno sentito di qualche episodio eclatante alla televisione, ma spesso sono convinti che siano fatti lontani dal proprio vissuto, cose che a loro non potrebbero mai accadere. Quando chiedi a una ragazza cosa ne pensa di quei fatti di violenza, la risposta è quasi sempre questa: “se il mio ragazzo mi picchiasse io lo lascerei subito e non vorrei più saperne niente”. Però non ritengono una forma di violenza il controllo ossessivo delle uscite, del cellulare, della posta elettronica e dei social- network da parte del partner. E non è detto che questi giovani abbiano vissuto esperienze violente in famiglia, anzi molto spesso provengono da situazioni normali.
«Il problema talvolta nasce proprio all'interno delle coppie: ragazze e ragazzi alla prima esperienza sentimentale che sembrano quasi incapaci a gestire la relazione, a riconoscere le emozioni che provano. Così succede che alcuni leggano nel controllo spasmodico una forma di amore, nella gelosia eccessiva la riprova di quel sentimento, la conferma di attenzione e cura. Il risultato è che comportamenti come la gelosia estrema, il controllo, la dominazione, la pressione sessuale e anche un certo livello di violenza fisica risultano essere praticamente accettabili».
Lo dicono gli operatori del settore: all'interno delle coppie adolescenti la violenza è più diffusa di quello che sembra. Maltrattamenti specialmente psicologici. Un fenomeno non privo di conseguenze.
«Tra i più giovani la violenza non sempre è visibile, proprio perché talvolta non conoscono neanche le parole per descrivere quello che hanno subito o che sentono di aver subito – continua Piera Banti del codice rosa – al di là dei maltrattamenti fisici, che hanno tutto un altro percorso, ci siamo accorti che la violenza tra le coppie molto giovani ricalca le dinamiche di quelle più adulte, senza magari sfociare nell'atto violento fisico. Anche in questo caso sono soprattutto ragazze e riportano casi di stalking e atteggiamenti esasperanti del fidanzato. Le conseguenze più frequenti sono attacchi di panico, gastriti senza motivazioni apparenti, depressione, apatia, disturbi alimentari. Solitamente si comincia dalle scuole superiori e quello che ho notato è che non hanno strumenti questi ragazzi, non sanno leggere quello gli che sta succedendo perché è come se avessero vissuto fino a quel momento in un mondo ovattato, a tratti finto, ricalcante dinamiche da talk-show televisivo, costellato di apparenza. Allo stesso tempo, però, mi sono resa conto che hanno voglia di sapere, chiedono spiegazioni e mezzi concreti».
Ci sono poi dei modelli o comunque dei luoghi comuni che sono entrati nella nostra società e che sono stati lasciati agire indisturbati.
Molti giovani, per esempio, credono che si possa chiamare “stupro” soltanto se a commetterlo è uno sconosciuto nell'ombra di un angolo di strada, mentre non si rendono conto che in realtà il 90 per cento degli stupri vengono commessi da persone conosciute dalle vittime.
«I giovani di oggi hanno molti più strumenti per informarsi e conoscere rispetto al passato – approfondisce Papini – ma non sono preparati per utilizzarli nel modo corretto, tendono a fermarsi alla superficie».
Ecco perché l'educazione e la prevenzione nelle scuole assume così tanta importanza. Ogni volta che incontriamo, parliamo e ascoltiamo coloro che sono direttamente coinvolti con la violenza domestica, per lavoro o per vicende personali, la riflessione si concentra su un punto: per prevenire botte, stupri, soprusi psicologici è opportuno conoscere.
Per combattere pregiudizi, luoghi comuni e false moralità che associano il corpo femminile a una bene da possedere, a un avere materiale, bisogna conoscere.
«E' opportuno lavorare sugli adolescenti, nelle scuole, che sono luoghi privilegiati di osservazione – spiega Daniela Caselli, presidente dell'Associazione “La Luna” –. Con la Provincia di Lucca abbiamo avviato dei progetti alle superiori e per il prossimo anno vogliamo presentarci anche nelle materne, perché la violenza è molto più trasversale e molto più radicata di quello che si pensa».
Sono interventi preziosi, ma rari. C'è ancora molto da fare, soprattutto a livello di politiche nazionali, sulla strada dell'informazione, della formazione e della prevenzione nelle scuole.
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