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Lucca

Troppe assenze fra i dipendenti dell’Asl 2

Troppe assenze fra i dipendenti dell’Asl 2

Secondo il consigliere Lazzeri mancano dal lavoro 39 giorni l’anno. La Cisl: «Numeri da verificare»

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LUCCA. E’ troppo alto il tasso di assenza dei dipendenti dell’Asl 2. Secondo i dati forniti dal consigliere regionale Gian Luca Lazzeri, che fa parte della commissione sanità, relativi al 2013 i 2.577 dipendenti dell’azienda sanitaria farebbero registrare una media di assenze pro-capite di 39 giorni l’anno.

«Se consideriamo anche i circa 30 giorni di ferie - dice Lazzeri - le assenze annue arrivano a sfiorare i 3 mesi a persona». In tre anni il tasso di assenza medio dell'Asl 2 è aumentato di 11,7 giorni, passando dai 26,9 del 2011 ai 38,7 del 2013. In particolare le assenze più significative sono tra i dipendenti del settore tecnico che registrano una media di 45 giorni pro capite.

Dati che però non convincono del tutto Luciano Cotrozzi, sindacalista della Cisl, che afferma: «Mi sembra che questi numeri vadano approfonditi. Per esempio se si parla dei tecnici sanitari va detto che una buona parte di loro, in base al contratto, ha diritto a ulteriori 15 giorni di recupero biologico. E’ vero che all’interno dell’Asl il clima non è dei più sereni, la mancanza di assunzioni fa ricadere tutto il peso delle attività sul personale in servizio».

Ma l’Asl ha spiegato che nel 2014 il numero dei dipendenti salirà di 33 unità.

«Vero, ma bisogna vedere quanti di questi fanno parte del comparto. E poi in molti casi si coprono vuoti ora coperti da personale interinale. Per esempio nel piano assunzioni si prevede di prendere 10 infermieri, ma solo a tempo determinato. Eppure ce ne sarà bisogno anche per attivare i letti di cure intermedie».

In ogni caso il consigliere regionale Lazzeri aggiunge: «Sarebbe opportuno, al fine di ottimizzare l'uso delle risorse e di garantirne un sempre maggior benessere sui luoghi di lavoro, comprendere le cause delle assenze dei dipendenti. È necessario capire quanti giorni di assenza siano riconducibili ad un disagio del lavoratore dovuto a tensioni relazionali con colleghi o superiori, in un contesto di riorganizzazione selvaggia della sanità toscana.

«Ritengo - conclude Lazzeri - che l'assessore Marroni debba occuparsi urgentemente della questione e penso che interpellando il Centro di Riferimento Regionale per le Criticità Relazionali, che sta facendo un importante lavoro sul benessere organizzativo, potrà avere una risposta in tempi brevi. Sicuramente oggi l'assessore non può dire di non sapere».

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