Finanza
Resta tutta da bonificare la statale del Brennero
Comitati, pendolari, operatori e amministratori chiedono all’Anas non solo il ripristino del doppio senso, ma anche lavori per sanare le frane fino all’Abetone
LUCCA. Più preoccupazione che sollievo nei comitati dei pendolari che premono per la completa riapertura e la bonifica delle zone a rischio frane sulla statale del Brennero. Il fatto che da giovedì la statale 12 sia percorribile almeno a senso alternato all’altezza dello smottamento che aveva di nuovo interroto la viabilità a Chifenti non tranquillizza affatto. Per pendolari, operatori e imprenditori l’intervento dell’Anas è un atto dovuto, anzi tardivo, visto che la frana era lì dall’inverno e che già da mesi c’era uno dei tanti semafori lungo la via del Brennero a disciplinare il transito a senso unico.
Ora lavoratori, studenti (tra poco riapriranno le scuole), commercianti, albergatori, pubblici esercenti e industriali chiedono non soltanto che l’Anas riparta con i lavori a tappe forzate per ripristinare lo scorrimento in entrambi i sensi a Chifenti entro la metà di settembre, secondo gli impegni presi nel summit in Prefettura, ma vogliono anche garanzie sul fatto che vengano sanati gli altri punti a rischio frana nel tratto tra il Ponte Pari e Chifenti. La ditta incaricata di eseguire i lavori ha infatti verificato quanto si temeva: approfittando dell’abbassamento del livello del bacino idroelettrico dell’Enel, gli operai hanno potuto notare altri punti critici sia a nord e che a sud dell’attuale frana. La corrente del Serchio si è modificata, come l’alveo, e ora scava proprio nel terrapieno sotto la strada.
Oltre ai comitati, ai pendolari e agli operatori, con il fiato sul collo dell’Anas stanno anche gli amministratori dei Comuni che subiscono i maggiori disagi dalle condizioni della viabilità: Borgo a Mozzano e Bagni di Lucca sul versante lucchese, ma anche S. Marcello, Cutigliano e Abetone su quello pistoiese. Proseguendo verso nord, sulla statale del Brennero le frane si susseguono e arrivare all’Abetone è diventata un’odissea.
A battere sul tasto della necessità di una bonifica complessiva della statale 12 è in particolare il sindaco di Bagni di Lucca, Massimo Betti, sostenuto da quello di Abetone, Giampiero Danti, i quali riproporranno la loro posizione nel nuovo summit in Prefettura previsto all’inizio di settembre.
«Intanto – dice Betti – seguiremo la ripresa dei lavori per la riapertura della statale del Brennero in entrambi i sensi. Mi risulta tra l’altro che per tre giorni, all’inizio di settembre, la viabilità sarà di nuovo interrotta per ultimare il consolidamento delle opere di riempimento sotto la frana. Speriamo sia l’ultima interruzione e soprattutto che a metà settembre sia percorribile nei due sensi l’intera carreggiata. Ma chiediamo soprattutto la bonifica globale del tratto tra il Ponte Pari e Chifenti e poi fino all’Abetone». Il sindaco chiede che almeno questi impegni vengano rispettati, visto che nulla si sa più del progetto preliminare dell’Anas per la galleria che, dalla località Gesù Morto al bivio per Lugliano, doveva consentire di evitare l’attraversamento all’altezza dell’Hotel Corona, oggi disciplinato da semafori che creano lunghe code. Altro progetto che a giudizio di Betti andrebbe ripreso è poi la realizzazione di un nuovo ponte dalla Lodovica a Fornoli, all’altezza dell’Alce, che consentirebbe di evitare la statale 12 nel tratto così soggetto a frane sulla riva opposta del Serchio.(m.i.)
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