Finanza
Parco fluviale, il Comune lo deve salvare
L’ex sindaco Fazzi: «A vederlo in queste condizioni di degrado si prova desolazione. L’amministrazione può fare molto»
LUCCA. Anno 2007. È la data scelta dall’ex sindaco Pietro Fazzi (ora consigliere comunale di opposizione) per indicare l’inizio del degrado per parco fluviale. Che, come testimoniato dal servizio pubblicato nell’edizione di ieri, è in condizioni pessime. «Un vero peccato perché sarebbe una risorsa importante per la città. Nelle città straniere, penso per esempio alla Francia, dove esiste un lungofiume così bello - dice Fazzi - è tutto un fiorire di iniziative e l’arredo urbano è molto curato. Si tratta di parchi vissuti dai cittadini che trovano opportunità di svago, di gioco e tante occasioni culturali. A Lucca avevo iniziato un percorso importante, poi da quando le vicende politiche hanno determinato la mia caduta (nel 2002, ndr) il declino è stato inarrestabile. E dal 2007 (sindaco era Favilla, ndr) assistiamo a un continuo peggioramento della situazione».
Nel 1999 il Comune aveva approvato il piano guida e a poco a poco erano arrivati i primi risultati. La Terrazza Petroni, la scacchiera, l’illuminazione, una cura maggiore del verde. Accanto a realizzazioni contestate, va aggiunto: il planetario, costosissimo e mai ultimato, la passerella pedonale che ora è aggredita dall’erba incolta. Insomma, una realizzazione a metà. «Ci sono problemi irrisolti, come la Vecchia Guardia che viene messa puntualmente in vendita e che nessuno acquista - riflette Fazzi - Invece di farla cadere a pezzi potrebbe essere risanata e trasformata in un luogo di aggregazione per i giovani oppure in una struttura ricettiva. Importante sarebbe un’iniziativa forte dell’amministrazione Tambellini che deve conservare l’idea del parco fluviale, al quale dare un’identità e un futuro assicurato. Anche con la collaborazione delle scuole cittadine. Vedere il parco fluviale così malmesso provoca dispiacere e dà un senso di desolazione».
Sulla pagina Facebook di Fazzi si è aperta una discussione sul destino di questa parte della città. La miccia l’ha accesa l’ex sindaco che ha pubblicato un manifestino del Pci, risalente alla metà degli anni ’80, nel quale si pubblicizzava un’iniziativa politico-culturale dedicata al fiume.
«Il Piano Guida del Parco Fluviale viene alla luce nel 1999 e ad esso seguono le prime sistemazioni come la pista ciclabile e le prime realizzazioni, due passerelle in legno a Ponte S. Pietro e sulla Fraga, la pista da skateboard, la terrazza Guglielmo Petroni, il recupero del Foro Boario, il parcheggio di fronte, il nuovo tiro alla forma, il parcheggio in via De Gasperi, la passerella realizzata molto più tardi e il planetario (in assurdo e costoso stato di abbandono), gli itinerari naturalistici con la cartellonistica, le panchine, le stazioni per chiamate d'emergenza, l'illuminazione, i nuovi accessi» ricorda Fazzi.
Parco fluviale: occasione sprecata o si può recuperare il tempo perso?
Duccio Casini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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