Proteste
Progetto a Cuba per l’egittologa
La lucchese Irene Morfini cura all’Avana la pubblicazione di una prestigiosa collezione di reperti
LUCCA. Si fa onore anche a Cuba l’egittologa lucchese Irene Morfini che, insieme alla sua collega Canaria Mila Álvarez Sosa, si trova a l'Avana per sviluppare, sotto il patrocinio del Governo delle Isole Canarie, un progetto di cooperazione con il Museo delle Belle Arti de L'Avana per la pubblicazione della collezione egizia che questo museo ospita fin dagli anni 60. La collezione apparteneva alla dott. Joaquín Gumà Herrera, meglio conosciuto come il Conte di Lagunillas.
Il “Conte” è nato a L'Avana nel 1909, discendente da una famiglia della nobiltà creola. Possedeva una vasta cultura e, approfittando del particolare periodo – fine della seconda guerra mondiale – cominciò a mettere insieme le opere per la sua collezione. Acquistò, nel mercato d'arte nordamericano, i primi pezzi egizi e greci a prezzi relativamente bassi a causa della poca domanda dovuta alla guerra. Anni dopo cominciò a viaggiare in Europa con la stessa intenzione: acquisire opere per la sua collezione. Il Conte terminò offrendo al Palacio de Bellas Artes la sua collezione, in deposito permanente. Oggi, la collezione egizia è composta da circa 100 antichità che coprono quasi tutti i periodi storici della civiltà, dal periodo Predinastico fino a pezzi che parlano della dominazione romana dell'Egitto.
Fra i pezzi di maggiore interesse, sculture, rilievi di tombe, vasi funerari e di uso quotidiano di varie epoche, un magnifico Libro dei Morti della XXI Dinastia (tra i più belli, in quanto conserva una foglia d'oro su alcune scene) e nove ritratti del Fayyum in perfette condizioni che appartenevano a mummie di epoca romana. La pubblicazione di questa collezione, che si sta preparando in collaborazione con il Museo delle Belle Arti de L'Avana, è parte del lavoro di ricerca che la Missione Archeologica Canario-Toscana porta avanti nel campo dell'egittologia. La direttrice di questo Museo, Ana Cristina Perera Escalona, ha manifestato entusiasmo per questo progetto di cooperazione, che porterà la collezione egizia più importante del Sudamerica a conoscenza di tutto il mondo egittologico e non, attraverso la pubblicazione del catalogo in lingua spagnola e inglese.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
