Finanza
Piazza Bernardini, questione irrisolta
La location non piace agli ambulanti dell’antiquariato e l’area semideserta dà una pessima immagine della città
LUCCA. Una nota davvero stonata la piazza Bernardini (libera dalle auto dei residenti) semideserta nei giorni di Ferragosto. Il divieto di sosta, come ogni mese, è scattato in concomitanza con il mercato ambulante dell’antiquariato, ma in quella piazza continuano a rimanere soltanto un paio di banchi.
Così l’effetto ottico del passante è di assoluto squallore. La questione è al centro dell’attenzione - si dice in Comune - ma da anni non si trova una soluzione che sia più consona al decoro della città ed eviti le giustificate arrabbiature del residenti che non capiscono per quale motivo debbano perdere posti per la sosta nella Ztl (già insufficienti a cose normali) quando gli spazi in teoria disponibili per i banchi antiquari non vengono mai utilizzati.
A rendere più accogliente la città alle frotte dei visitatori sono stati tuttavia i commercianti, i cui negozi erano in gran parte aperti.
Pochi ormai gli esercizi che restano chiusi in un periodo di grande affluenza turistica come quello di Ferragosto.
Spinti anche dalla necessità di recuperare incassi dopo il negativo avvio di stagione (anche, ma non soltanto, per le condizioni metereoligiche), gran parte dei commercianti e pubblici esercenti non solo evitano di chiudere per ferie, ma assicurano aperture prolungate e continuate.
Non tutti però sono d’accordo con la dilatazione dell’orario di lavoro che non comporta automaticamente maggiori incassi.
Da più di un esercente arriva allora la proposta di verificare se non sia da concordare un orario che meglio si adatta alle abitudini dei turisti.
«Mi chiedo – afferma ad esempio Alessandro Innocenti, titolare con il fratello Paolo di negozi di pelletterie nel centro storico – se non sia da valutare l’opportunità di utilizzare meglio il lunedì mattina, quando la città è piena di turisti. Se il tempo è bello, stare aperti il sabato pomeriggio spesso si rivela inutile, perché c’è la fuga verso il mare. Mentre il lunedì mattina il centro è pieno di gente. Altro aspetto che dovremmo valutare è l’opportunità di posticipare l’apertura pomeridiana e magari protrarla fino alle 22, come fanno altre città d’arte. Fino alle 18, se è caldo, è difficile vedere d’estate un gran flusso di clienti».
Resta aperta laquestione di fondo: le norme ormai consentono ai singoli operatori di fare l’orario che credono, ma è chiaro che per rendere la città attrattiva è necessario che la maggioranza dei negozi sia aperta nello stesso periodo.
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