La manifestazione
Lungo il fiume è cresciuta una giungla
Lunghi tratti del parco del Serchio abbandonati e in mano ai vandali. Problema sicurezza per chi lascia l’auto agli accessi
LUCCA. Qualcuno su Facebook lo chiama già “giungla fluviale”, perché “parco” sembra troppo poco per dare l’idea della vegetazione cresciuta incolta lungo le sponde del Serchio. Ma non è solo questo il problema che affligge il parco fluviale, un’area che potrebbe essere una grande risorsa per lucchesi e per turisti e che invece viene sottoutilizzata ed è alla mercè di incuria e vandali.
Uno dei problemi più ricorrenti, soprattutto sulle due sponde che vanno da Monte San Quirico a Ponte San Pietro è quello delle auto che incuranti di qualsiasi divieto passano sulla pista sterrata. Il problema - mai risolto dall’istituzione del parco, agli albori degli anni 2000 - è quello degli accessi intermedi, non protetti da cancellate come invece avviene a Ponte San Pietro o all’incrocio con via del tiro a segno. E così non è spettacolo raro incrociare qualche auto che costringe ciclisti o semplici passeggiatori a farsi da parte.
C’è, poi, un problema di sicurezza. Che non interessa tanto chi si trova a fare footing o a prendere un po’ d’ombra lungo le sponde, quanto le auto parcheggiata in prossimità degli accessi. Le cronache sono pieni di episodi di furti all’interno delle vetture. E il piccolo piazzale a Ponte san Pietro è pieno di vetri rotti, resti di finestrini spaccati per avere accesso all’abitacolo.
In generale, l’impressione che si è quella di un grande polmone verde in stato di abbandono. Gli indizi sono tanti, e concordanti. C’è la panchina divelta e lasciata a marcire in un prato. C’è il ramo tagliato (o crollato) da un albero, che occupa metà della pista a due passi dalla recinzione della ex colonia solare. C’è - anche se fuori dalla zona off limits alle auto - l’ormai annoso caso dell’ex club ippico, sempre più alla malora in attesa che il Comune trovi qualche persona di buona volontà disposto a farsene caso. Oppure, ai piedi della discussa (e discutibilissima) passerella pedonale, lato Sant’Alessio, c’è una vera e propria minidiscarica abusiva.




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