La manifestazione
Botta e risposta sull’ospedale e su un consiglio congiunto
BARGA. Un consiglio comunale unico tra Barga e Castelnuovo per la difesa di due presidi ospedalieri. È l'idea di Umberto Sereni all'indomani dell'approvazione dell'ordine del giorno in cui si...
BARGA. Un consiglio comunale unico tra Barga e Castelnuovo per la difesa di due presidi ospedalieri. È l'idea di Umberto Sereni all'indomani dell'approvazione dell'ordine del giorno in cui si impegna l'amministrazione comunale barghigiana per la difesa e il potenziamento degli attuali nosocomi.
L'ex sindaco, con una nota diffusa alla stampa, plaude a questa iniziativa: «Piena soddisfazione per l’esito del consiglio, abbiamo raccolto il dibattito e l’ordine del giorno che di fatto ha sconfessato la linea Bonini ed è un ritorno alla linea Sereni, dopo la sciagurata scelta che ha spaccato la Valle. È un’affermazione da parte della minoranza, e con questo spirito io voglio aggiungere la mia voce al coro che c’è in Garfagnana per i possibili tagli a Ortopedia al Santa Croce. Basta far pagare il prezzo delle scelte dell’Asl. Serve subito un consiglio comunale unitario per la difesa dei due ospedali».
Anche il sindaco Marco Bonini risponde a Sereni: «L'ordine del giorno non fa altro che rispecchiare quanto detto e fatto negli ultimi anni da parte della mia amministrazione. Il progetto ospedale unico non è definitivamente superato, saremo pronti a riprenderlo solo se si arrivasse a garantire con certezza un salto di qualità alla sanità della Valle». E sulle politiche sanitarie, il sindaco lancia la stoccata: «Quella dell’ospedale unico, che Sereni definisce una scelta sciagurata dell’amministrazione Bonini, oltre a non ritenerla tale, è una scelta che ritroviamo in due documenti approvati nel 2007, uno della Comunità Montana, e l’altro della Conferenza dei sindaci, dove era presente l’allora sindaco di Barga Sereni. Come detto da lui stesso in consiglio comunale, i suddetti documenti sono stati approvati al solo fine di infinocchiare gli altri sindaci». E poi si pensa al “Santa Croce”: «Impossibile anche solo pensare ad un ospedale come quello di Castelnuovo, dove esiste un Pronto soccorso, che non possa più esistere una sala gessi», commenta Bonini. (n.b.)
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