Il Tirreno

Lucca

Accoglienza, il dibattito si infiamma

di Emanuela Ambrogi
Accoglienza, il dibattito si infiamma

Commenti a raffica anche su Facebook su come la cittadina si presenta e sui servizi che offre al visitatore

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BAGNI DI LUCCA. Ma l'accoglienza turistica a Bagni di Lucca è all'altezza dell'obbiettivo che si propone di raggiungere la cittadina protesa al rilancio e al recupero del suo storico ruolo di capitale delle terme, della cultura e del turismo? Il dibattito ferve anche su Facebook dopo i servizi del Tirreno seguiti alla segnalazione di una turista che si lamentava per non aver trovato, alla Villa, nemmeno un vero ristorante aperto all'ora di pranzo. Il caso allarga il dibattito alla situazione più generale: c'è a Bagni di Lucca il convinto impegno di tutte le componenti (commercianti, albergatori, ristoratori, amministratori) per un'azione sinergica che sia alla base dell'atteso rilancio? Si fa qualcosa per superare individualismi e contrapposizioni? Si parla, ci si confronta, si dialoga?

Vediamo come la pensa il popolo di Fb. Luca Franceschi scrive: «C’è poi quel discorso della strada chiusa giovedì sera, come da programma: invece l'abbiamo trovata aperta perché i commercianti hanno reclamato. Allora a cosa serve un programma? Bagni di Lucca fa schifo. Quando sotto le feste fanno qualcosa tipo un presepe vivente allora non ci sono nemmeno i parcheggi e la gente ha preso talmente tante multe che non viene più».

Sandro Dianda torna poi sul tema dei servizi: «A due coppie di turisti lo scorso giovedì le ho dovute dare io le indicazioni. Una ha deciso di incamminarsi verso il ristorante più vicino e l'altra di far lo spuntino al bar. Povera Bagni di Lucca».

Si unisce Tania Talenti: «Che amarezza, povero paesello».

Non tutti la pensano così. Mattia Tomasi ribatte:

«Evidentemente la turista che ha protestato era piuttosto sfaticata. Sarebbe bastato camminare 300 metri ed arrivare da Rudy o ai Folletti, che normalmente a pranzo sono aperti. Sarebbe bastato guidare due minuti e fermarsi al Ponte. Ciò che mi fa sorridere è che i turisti che vengono a Bagni di Lucca pensano e pretendono di trovare qui gli stessi servizi e comodità che trovano a Milano o Firenze o qualche grande città».

Non è dello stesso avviso Sergio Garbari: «Giusto per far capire: sono a Levico Terme questo week end e stamani domenica tutti ma proprio tutti erano aperti, anche il macellaio».

Ilario Cassai contesta invece la protesta della anziana turista, critica il clamore preso dalla vicenda e scrive: «Vorrei chiarire alcuni punti: il mio ristorante è chiuso il giovedì a pranzo da 12 anni. Anche negli anni in cui non abbiamo sfruttato il turno di riposo si apriva tutte le sere, ma si chiudeva il mercoledì e giovedì a pranzo». E più oltre aggiunge: «Sarebbe semplicissimo trovare la soluzione: basta creare l'ambiente favorevole e desiderato dai turisti ed il resto verrebbe automaticamente. A proposito questa settimana siamo chiusi di mercoledì 13, passo la giornata ancora con la mia dolcissima nipotina. Me ne frego dei cretini che hanno solo voglia di creare zizzania. Saremo aperti domani, così se la turista fantasma che mangia solo di giovedì dovesse tornare domani ci troverà aperti».

C’è chi si sofferma sull'annunciata riapertura del ristorante del Circolo dei Forestieri: «Sapendo chi lo apre, posso dire che le competenze gestionali sono ottime a dir poco». Sconsolata Sara Bimbi: «Qualche anno fa una turista venuta da Lucca in treno per andare alle terme dovette farsela a piedi da Fornoli perché non c'era nessun servizio. Niente bus, niente taxi. Anche lei reclamò e fece un articolo sul Tirreno». Suyen Bella Frediani aggiunge: «Se poi ci azzardiamo a Ponte a Serraglio a chiedere le serate di chiusura perché sappiamo cosa fare e che programma sponsorizzare, storgono la bocca. Sapete non siamo a Bagni di Lucca Villa ma siamo a Bagni di Lucca Ponte».

Non manca chi trova eccessive le polemiche, come Daniele Zerbini che sul caso dei ristoranti chiusi afferma: «Penso che le Piscine, il Regina e Rudy siano stati sicuramente aperti. Certo a piedi qualche centinaia di metri te li devi fare. Al Ponte saranno stati aperti. Siamo bravi solo a criticare, ma a giro ci andate mai?». Claudia Petrini si risente: «Noi commercianti del Ponte la bocca non la storgiamo, anzi personalmente la strada chiusa tutti i weekend al mio negozio ha creato disagi. Ma io non ho mai aperto bocca per solidarietà».

Suyen Bella Frediani risponde: «Mio padre è commerciante da 65 anni con l'attività iniziata da mio nonno e tutti i commercianti si danno da fare, ma l'ok deve venire da chi ha il potere e in questo caso la volontà non ha potere davanti a chi ha la mente ottusa».

Immediata la replica di Claudia Petrini: «Infatti non c é stato nessun negozio che é stato aperto in notturna alla Villa. Noi il giovedì ci siamo fino alle 22: ma la voglia di lavorare c é o non c é?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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