Finanza
Anatra trafitta da un dardo sul fiume
Da una settimana viveva con la freccia nel collo, recuperata dai vigili del fuoco sarà curata in un centro specializzato
LUCCA. Ha vissuto più di una settimana con un dardo conficcato nel collo, da parte a parte. Fuggendo ogni qual volta qualcuno si avvicinava nel tentativo di catturarla per poterla curare. Poi finalmente ieri mattina, poco dopo mezzogiorno, i vigili del fuoco sono riusciti a spingerla verso la sponda del fiume dove altri pompieri e gli specialisti della Wega, una ditta di Camaiore che si occupa del recupero di animali, l’hanno bloccata, messa in una cassa di metallo e trasportata in un centro specializzato a Livorno, dove sarà curata.
«La rivogliamo qui». Lo dice con forza Caterina Borelli, una delle abitanti della zona che più si è battuta perché si intervenisse per salvare l’anatra. Una delle prime a rendersi conto dell’accaduto, dell’animale ferito, e a telefonare a vigili del fuoco, polizia municipale, Asl per chiedere soccorso per l’animale: «Spero che una volta operata la riportino qui, nel suo habitat naturale, sarebbe giusto».
La caccia sul fiume. Qualcuno dà la caccia agli uccelli lungo il fiume per mangiarnewle carni. Non solo anatre, ci sono anche oche, germani e altri volatili. E c’è chi non si fa scrupolo e usa ogni sistema per cercare di catturarli. Lo conferma uno degli abituali frequentatori delle sponde del Serchio a Monte San Quirico: «Un giorno – racconta – ho visto un uomo che aveva catturato un germano. Pensava di essere solo, non si era accorto della mia presenza. “Lo fai al forno?”, gli dissi risentito, e allora lui farfugliò qualcosa e lo lasciò andare. Le anatre? E’ già un po’ che ho notato che il gruppo di quelle più grosse, che spesso stanno sotto le arcate del ponte, si è ridotto, ci sono diversi esemplari in meno».
Dardi-killer. Italo Bertocchini, uno dei responsabili dell’Anpana, conferma che ci sono stati più episodi lungo il fiume: «La colonia di anatre era numerosa ed è stata decimata. Abbiamo trovato nella zona diversi dardi, utilizzati per uccidere gli uccelli».
Ma è la prima volta che si scopre un animale con un dardo nel collo. L’anatra ferita sarebbe sicuramente morta nel giro di qualche giorno se i vigili del fuoco non fossero riusciti a recuperarla.
L’intervento. Ci avevamo già provato nei giorni scorsi, sollecitati dagli abitanti della zona. Pompieri, esperti della Wega, anche alcuni pescatori avevano tentato in qualche modo di prendere l’animale. Che però impaurito non si era mai fatto avvicinare, fuggendo continuamente. Fino a ieri mattina. Intorno alle 12,30 sul fiume a Monte San Quirico è arrivata una squadra dei vigili del fuoco diretta dal caposquadra Luciano Marchetti. Una squadra di soccorso fluviale, con gommone e barca. Prima è stata effettuata una ricognizione ed è stata individuata l’anatra, quindi i pompieri hanno cercato di spingerla verso la riva del fiume dalla parte di S. Alessio. Ma non c’è stato niente da fare, l’uccello continuava ad allontanarsi. Stavano quasi per rinunciare i pompieri, quando si sono accorti che l’anatra era tornata nel centro del Serchio. A quel punto hanno deciso di provare a spingerla dalla parte opposta, sulla sponda verso il Giannotti, dove si sono portati anche altri uomini dei vigili del fuoco. E il tentativo - seguito dall’alto da numerose persone richiamate dallo spiegamento di uomini e mezzi in quel punto del parco fluviale, finalmente ha avuto successo.
Le cure a Livorno. L’anatra è stata bloccata, si è cercato di tranquillizzarla, di verificare le sue condizioni, tutto sommato buone. E quindi è stata chiusa in una cassa di metallo, affidata alla Wega, che l’ha trasportata in un centro di Livorno, specializzato per le cure di questi animali.
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