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Lucca

IL CASO

Un mese con l’ansia dell’intervento che poi salta

LUCCA. Ha trascorso un mese con la preoccupazione e l’ansia per l’intervento chirurgico che le era stato prospettato, poi dopo aver fatto la preospedalizzazione, gli esami ed essere stata chiamata in...

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LUCCA. Ha trascorso un mese con la preoccupazione e l’ansia per l’intervento chirurgico che le era stato prospettato, poi dopo aver fatto la preospedalizzazione, gli esami ed essere stata chiamata in week surgery, all’ultimo momento le è stato detto che l’operazione non poteva essere effettuata.

Storia singolare quella che racconta una signora di 50 anni residente nella prima periferia. Ecco il suo caso:

«L’8 luglio mi recavo al oronto soccorso dell'ospedale S. Luca con un ascesso alla ghiandola del Bartolini. Dopo consulenza ginecologiche, la dottoressa dichiarando l'impossibilità ad intervenire in quelle condizioni (ghiandola gonfia), mi inseriva in lista per l'intervento chirurgico urgente con il metodo della marsupializzazione e mi prescriveva antibiotico (Augmentin compresse) per sgonfiare l'ascesso. Ho così iniziato l'iter della preospedalizzazione; iI giorno 16 luglio mi sono sottoposta a prelievo di sangue, Ecg e visita anestesiologica. Nei giorni immediatamente successivi, sono stata contattata dal centro programmazione interventi chirurgici per il ricovero in data 6 agosto. Dopo l'accettazione mi è stato assegnato il posto letto ed è iniziata la preparazione per l'intervento. lntorno alle 11 venivo quindi condotta in sala operatoria. Il medico che doveva intervenire era la stessa che mi aveva visitato l’8 luglio: in modo molto sgarbato, mi chiedeva perché mi trovassi lì, nonché chi mi aveva visto precedentemente e dopo un controllo, fortunatamente prima della somministrazione dell'anestesia, mi rimandava in reparto rifiutandosi di intervenire poiché la ghiandola era sgonfia e in quelle condizioni non si poteva operare. Mi domando pertanto: quando si può intervenire su questa ghiandola.

« Se un medico prescrive l'antibiotico è normale che dopo circa un mese la ghiandola si sgonfia, peraltro, non mi ha detto che qualora fosse rientrato l'ascesso l'intervento non era possibile, mi ha prescritto appositamente l'antibiotico. È assurdo trovare certi medici, è assurdo passare un mese con l'ansia di un intervento chirurgico e poi non risolvere niente».

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