Il Tirreno

Lucca

L’aliante caduto da mille metri di altezza

Conferito l’incarico per l’autopsia. Iniziate le verifiche dell’Agenzia per la sicurezza del volo

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LUCCA. Una picchiata da mille metri d’altitudine, prima del terribile schianto che è costato la vita a Leonardo Ambrogetto, istruttore di volo fiorentino di 55 anni e al suo allievo, l’aretino 34enne Stefano Boschi. È uno dei primi dati accertati dagli inquirenti che, coordinati dal pubblico ministero Salvatore Giannino, cercano di far luce sulla tragedia dell’aria di domenica pomeriggio a Tassignano.

Ieri il dottor Giannino ha anche assegnato l’incarico per l’autopsia sul corpo del pilota. Mentre non dovrebbe esserci una perizia da parte della procura, che prevede di “appoggiarsi” sull’indagine che, parallelamente, viene condotta dalla commissione dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo.

Proprio ieri mattina gli ispettori dell’Agenzia, insieme al pubblico ministero, hanno esaminato i resti dell’aliante che, dopo essere stati rimossi dai vigili del fuoco, sono stati trasportati in un hangar dell’aeroporto di Tassignano. È stato individuato il punto di rottura dell’ala sinistra, caduta in un campo nei pressi della chiesa parrocchiale del paese. Fondamentali saranno le prossime analisi dell’Agenzia che, grazie ad apparecchiature di precisione, a partire dai microscopi, stabiliranno la superficie di frattura dell’ala cercando, fra l’altro, di capire se c’erano problemi strutturali del velivolo.

Di sicuro, non erano stati segnalati guasti particolari nella mattinata di domenica. Poco prima di decollare per l’ultimo volo, il biposto era stato infatti utilizzato proprio da Ambrogetti per una lezione di volo acrobatico con un altro allievo. Quest’ultimo, ascoltato dai carabinieri, ha confermato che il volo era andato liscio, senza alcun tipo di problema. Secondo quanto ricostruito controlli sul velivolo erano stati regolari e, nel 2005, si era proceduto a un’imponente manutenzione.

In regola anche i documenti, sequestrati così come la strumentazione di bordo. Gli alianti non hanno una scatola nera come quella che registra tutto quello che accade agli aerei a motore. C’è, tuttavia, un apparecchio simile a un tachimetro che rileva (senza però registrarla) la velocità. La speranza degli inquirenti è che la lancetta si sia bloccata sull’ultima velocità rilevata: questo potrebbe essere un buon punto di partenza per la ricostruzione di quanto avvenuto nei cieli di Tassignano.

Al momento il fascicolo aperto dal dottor Giannino non contiene alcun nome di indagati. Le famiglie delle due vittime, intanto, aspettano il nulla osta per i funerali dei propri cari. A Pratovecchio, paese aretino di origine di Boschi, domenica sera è stato annullato un evento pubblico e non si esclude, in segno di solidarietà con la famiglia (molto nota nella zona), di annullare altre manifestazioni nei prossimi giorni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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