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Statale del Brennero, lotta contro il tempo

Statale del Brennero, lotta contro il tempo

Lavori anche nei festivi per riaprire la strada a senso unico alternato nel punto in cui ora è interrotta dalla frana

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LUCCA. Lotta contro il tempo per sanare la frana sulla statale del Brennero a Chifenti in modo che la viabilità possa essere aperta a senso unico alternato prima di Ferragosto, come chiedono pendolari, residenti, operatori turistici, commercianti e imprenditori della Valle. Accogliendo le richieste dei sindaci di Borgo a Mozzano, Patrizio Andreuccetti, e di Bagni di Lucca, Massimo Betti, l’Anas ha fatto lavorare la ditta incaricata dell’intervento anche nella giornata di domenica e, negli altri giorni, con orario prolungato. Gli amministratori della Valle cercano insomma di salvare intanto il salvabile per la stagione turistica che, se il tempo si manterrà bello, potrebbe regalare agli operatori ancora qualche settimana buona. Il ritmo con cui si va avanti ora nel cantiere induce Andreuccetti e Betti ad un certo ottimismo, tanto che il sindaco di Borgo a Mozzano su Facebook si dice fiducioso sul fatto che la viabilità possa essere ripristinata a senso unico alternato prima di venerdì. Le stesse speranze nutrono pendolari e operatori, i quali però si lamentano per le code che devono affrontare per arrivare a Bagni di Lucca passando dal ponte di Calavorno. In molte ore del giorno i vigili urbani non si vedono e le file arrivano alla rotonda della variante per Tereglio, dalla parte di Bagni di Lucca, e all’inizio del bacino Enel del Ponte del Diavolo dalla parte di Borgo a Mozzano. La questione è all’esame dei comitati che seguono gli interventi di ripristino, i quali chiederanno ora una più assidua presenza dei vigili, anche se è difficile immaginare che le code possano comunque sparire. Altra questione che è fonte di preoccupazione è il prosieguo dei lavori. Gli amministratori della Valle e della Provincia nelle assemblee hanno preso impegno perché, dopo il ripristino della viabilità a senso unico alternato, il cantiere resti aperto per arrivare, entro la fine di settembre, alla riapertura dell’intera carreggiata nei due sensi. E, più in generale, alla bonifica di altri punti in cui l’erosione delle acque del Serchio potrebbe aver messo a repentaglio la tenuta del terrapieno della statale 12 tra il Ponte Pari e Chifenti. L’abbassamento del livello del bacino dovrebbe aver consentito, come richiesto dai comitati, la verifica delle condizioni dell’intero tratto. E, come stabilito anche nel summit in Prefettura, l’Anas (che per 7 mesi nulla aveva fatto per sanare la frana che ha ceduto di nuovo a luglio) dovrebbe provvedere alla messa in sicurezza globale. Ma su questo punto non ci sono certezze e i comitati chiedono che sia fatta chiarezza nel nuovo summit in Prefettura. Il fatto che l’incontro sia slittato ai primi di settembre non contribuisce a tranquillizzare pendolari, operatori e imprenditori che chiedono che i lavori vadano avanti senza interruzione: la sicurezza, ricordano, non va in ferie. Da parte loro gli industriali, anche attraverso la loro associazione, ribadiscono la necessità di concordare con l’Autorità di Bacino un piano di escavazione per abbassare il livello dei corsi d’acqua a rischio.

Emanuela Ambrogi

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