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Posta, consegna nel caos fra ritardi ed errori

Posta, consegna nel caos fra ritardi ed errori

Proteste in tutto il fondovalle: «Costretti a dare la caccia alle nostre lettere» Lasciate ai destinatari sbagliati anche buste con referti di esami medici

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BARGA. Privacy mandata a farsi benedire, solleciti imbarazzanti da parte dei creditori, appuntamenti che saltano e persino processi “alterati”. Come ogni estate, a queste latitudini, i disservizi postali diventano all’ordine del giorno. Ma oltre agli atavici ritardi nella consegna della corrispondenza e le raccomandate ormai da ritirare solo negli uffici postali autorizzati, la moda di quest’anno è la... caccia al tesoro.

Da mesi, nella zona tra Mologno, San Pietro in Campo, Arsenale e la parte nord di Fornaci, lettere e documenti riservati finiscono spesso e volentieri nelle mani sbagliate, ossia nelle cassette postali di vicini o semplici omonimi, che ignorano l’identità del destinatario. I casi di errata consegna, ormai, sono decine, e bisogna ringraziare solo il senso di responsabilità dei cittadini se spesso non si verificano clamorose violazioni della riservatezza. Però, a dire il vero, considerato che spesso molte famiglie non ricevono la posta per settimane, il dubbio se qualche documento, magari delicato, sia stato sbirciato anche per errore, fa tremare molti utenti.

La gente di Mologno, quella più colpita da queste incongruenze, è sul piede di guerra, e molti meditano esposti e denunce all’autorità giudiziaria: «Non ricevevo la posta da circa un mese – afferma una cittadina -, e oggi (ieri, nda) è venuta gentilmente a portarla un ragazzo che abita ad un paio di isolati da me. Ho ricevuto solleciti di pagamento dai fornitori di servizi come gas ed energia, che non credevano al fatto che non avessi mai avuto le ultime bollette. Già, perché nel calderone gestito dai centri di smistamento di Piano di Coreglia e Borgo a Mozzano, finisce di tutto: estratti conto con dati riservati, bollette, libri e finanche esami medici: «Ho scorto per sbaglio sotto la porta dell’ufficio – afferma il titolare dello Studio Acs -, delle lettere tra cui un referto medico dell’Asl che era invece indirizzato ad un signore che abita a poche decine di metri da qui». Il problema è il solito: il turnover dei portalettere è continuo, il carico di lavoro di questi ragazzi che spesso non conoscono la zona, cresce a dismisura. Clamoroso, poi, il caso denunciato da un avvocato con studio a Barga, che ha dovuto annullare alcuni appuntamenti in Tribunale a causa di documenti mai arrivati o raccomandate mai giunte a destinazione.

Nicola Bellanova

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