Italia
Lo sfogo di Valentino «Messa a tacere ogni voce contraria»
BAGNI DI LUCCA. Medico ed artista, come ama definirsi Vito Valentino, vuole commentare, non a caldo, la vicenda che ha portato l'amministrazione comunale a “espropriarlo” delle deleghe. «Molto...
BAGNI DI LUCCA. Medico ed artista, come ama definirsi Vito Valentino, vuole commentare, non a caldo, la vicenda che ha portato l'amministrazione comunale a “espropriarlo” delle deleghe. «Molto doloroso è stato per me scoprire che quello in cui avevo creduto e che mi aveva fatto accettare di entrare con zelo nel Gruppo Progetto Rinascimento, si è dissolto, così come la mia convinzione che fosse arrivato il momento giusto per fare una vera e propria innovazione, una rivoluzione locale positiva. Quello che mi è successo non è una sconfitta personale ma la fine di un progetto in cui una buona parte della cittadinanza aveva creduto e desiderato.
«Per un po’ si era fatta strada la speranza che finalmente si potesse porre un argine alla continua e sempre più grave decadenza del nostro Comune. A poco a poco invece, il programma del nostro Gruppo è stato dimenticato e i punti più importanti sono stati messi da parte per dare spazio solo ad una serie interminabile di inutili parole».
Valentino spiega che la cosa peggiore è stato il venir meno della “trasparenza”: «Il continuo rapportarsi con la popolazione si è rarefatto, la tutela dell'ambiente non la vediamo, il grande problema della raccolta differenziata è diventato solo una bega legale. La cosa che è stata presa in grande considerazione è la creazione di questo nuovo plesso scolastico. Peccato che un progetto così importante per le finanze del nostro Comune già in grave crisi, sia stato trattato alla stessa maniera come per decidere di costruire una casa propria. Cioè senza tenere in alcun conto l'opinione dei cittadini di Bagni di Lucca».
E anche senza tener conto quanto lo stesso Valentino andava dicendo: «Mai sono stato ascoltato, mai si è voluto pensare che una voce ogni tanto fuori dal coro non fosse sbagliata, ma anzi poteva dare un'idea più vera di quello che realmente succedeva sul territorio. Sono stato considerato nel gruppo un uomo estroso, teorico, latitante ed inconcludente. Il mio stile apparentemente surreale, forse teatrale, ha fatto pensare ai miei compagni amministratori che solo loro potevano avere la capacità tecnico amministrativa di fare politica. Tutto questo mentre il malcontento paesano è arrivato ai vertici, come io personalmente, in più di una occasione, ho fatto notare al gruppo, che si è dimostrato sordo e cieco alle mie istanze». Valentino, comunque, dà un’ultima possibilità al suo gruppo: «Se avranno il coraggio e la forza di fare un passo indietro e di rivedere le loro posizioni , tornando veramente a lavorare per il bene della gente, rispettando il senso del programma elettorale, forse quel piccolo venticello della speranza e anche qualcosa di più, potrà continuare a soffiare».
Rossana Federighi
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