Sicurezza
In partenza 6.800 cartelle dell’Ici
Si riferiscono ai pagamenti dell’imposta sugli immobili e sulle aree fabbricabili nel corso degli anni 2010 e 2011
LUCCA. Stanno per arrivare nelle case dei contribuenti lucchesi quasi 7mila avvisi di accertamento per la “vecchia” Ici, l’imposta comunale sugli immobili in vigore fino al 2012. L’amministrazione comunale, che proprio in questi giorni sta terminando di predisporre gli avvisi, conta di spedire il tutto entro il prossimo autunno.
Gli anni d’imposta presi in considerazione in questa “tornata” di avvisi sono quelli del 2010 e del 2011. Per la precisione, anzi, si tratta di accertamenti che gravano sulle aree fabbricabili per entrambi gli anni, mentre quelli per gli immobili sono riferiti solamente all’anno 2011. L’Ici, infatti, non fu cancellata dal Governo Berlusconi che entrà in carica dopo le elezioni del 2008. L’imposta - che era stata introdotta da Amato nel lontano 1992 - venne infatti cassata solamente per la prima casa, mentre era rimasta in vigore su tutti gli altri immobili. Anzi, per tutti i Comuni (compreso quello di Lucca) ha continuato a rappresentare un’importante forma di gettito: nel 2011, per fare un esempio, si parla di oltre 10 milioni di euro.
Questo fino al 2012, quando con la riforma introdotta da Monti le tasse sul mattone vennero catalogate tutte sotto la voce Imu. Secondo gli ultimi calcoli degli uffici comunali, saranno inviati ai contribuenti 5.600 avvisi per i fabbricati e 1.200 per le aree fabbricabili.
Per questo è stato dato un apposito incarico alla Postel, che riceverà i bollettini in formato pdf dal Comune e provvederà poi, dopo averli imbustati, a recapitarli a domicilio. La cifra impegnata a questo scopo è di 37mila euro. Soldi che sembrano ben spesi, almeno a giudicare il risultato delle precedenti campagne di accertamenti sull’Ici. Non è, infatti, la prima volta che il Comune chiede ai contribuenti di mettersi in regola. Secondo quanto si legge, infatti, nella relazione allegata al bilancio di previsione (che andrà in discussione in consiglio comunale all’inizio di settembre), «i controlli hanno prodotto un recupero di gettito di circa euro 1.500.000 per l’anno 2012 e di 2.220.000 per l’anno 2013, quali importi pagati dai contribuenti accertati e di circa euro 980.000 per l’anno 2012 e 1.600.000 per l’anno 2013, quali importi oggetto di riscossione coattiva mediante iscrizione a ruolo». Più in generale, comunque, questo nuovo round di accertamenti e controlli è la conferma della linea della giunta Tambellini, che mira a “riportare all’ovile” quanto più possibile delle imposte comunali non pagate: a parte la casa, basta fare l’esempio delle mense scolastiche. Ma è chiaro che resta il mattone il punto centrale della questione. E lo dimostra l’accordo da poco stilato con l’Associazione dei Comuni per la verifica del classamento catastale degli immobili popolari e ultrapopolari, che potrebbe portare a importanti rivalutazioni delle rendite e, in prospettiva, all’aumento delle imposte pagate dai proprietari di queste abitazioni.
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