Attenzione
I filmati incastrano i rapinatori
Bonny e Clyde all’italiana smascherati dalle telecamere di una banca. In 8 mesi colpi per 370mila euro
PORCARI. Le nitide immagini della telecamera interna all’istituto di credito immortalano la scena della rapina e inchiodano due appartenenti a un’organizzazione - che solo grazie a un’attenta visione degli inquirenti si scoprono essere un uomo e una donna - in grado di compiere colpi nella banche di mezza Italia: da Napoli a Battipaglia, da Eboli a Pesaro, da Mantova a Teramo. E nell’itinerario dei banditi la Toscana non può mancare. Tre i colpi contestati ad altrettanti appartenenti a una gang partenopea composta di almeno una dozzina di professionisti del crimini oggi tutti dietro le sbarre. Si tratta della rapina del pomeriggio del 26 aprile 2012 ai danni dell’agenzia della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia (bottino 5mila euro), del colpo messo a segno ai danni della Cassa di Risparmio di Lucca Pisa e Livorno avvenuto a Larciano il 17 dicembre 2012 (bottino 8mila euro) e quello che fruttò 7500 euro in danno della Cassa di Risparmio di Lucca a Ponte Buggianese. Per gli inquirenti la banda dei pendolari del crimine dal 20 aprile 2012 al 25 gennaio 2013 avrebbe messo a segno 14 rapine portandosi a casa un malloppo di 370mila euro. Le tre rapine commesse in Toscana non sarebbero mai state scoperte senza l’esame comparato delle immagini di colpi similari in tutta Italia dei filmati dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Cortile degli Svizzeri.
Gli arrestati. Per i colpi in Valdinievole sono accusati di associazione a delinquere finalizzata alle rapine Rosaria Otranto, 41 anni, Antonio Nicolao di 56 e Vincenzo D’Elia, 49 anni, ritenuto il palo della banda per quello messo a segno all’istituto di credito di Porcari sono finiti nei guai soltanto i primi due indagati anche di sequestro di persona. Dalle immagini infatti si nota una cliente dello sportello sui 40 anni che viene strattonata da uno dei banditi e obbligata a seguirli.
Bonny e Clyde all’italiana. Ci sono voluti decine di fermo immagine per capire che non si trattava, come riportato in un primo momento anche dai dipendenti che si trovavano nella banca, di due uomini a volto scoperto . Ma uno di loro, il più giovane, in realtà era una donna. I capelli corti e l’abbigliamento avevano tratto tutti in inganno. Era lei ad essere armata di trincetto. Un cutter con impugnatura in plastica in modo che il sistema d’allarme non entrasse in funzione. Una volta dentro, in rapida successione, avevano controllato che nell’istituto di credito non ci fossero dipendenti negli uffici. A quel punto si portano dietro il bancone, strattonano la cliente, arraffano i soldi dai cassetti e si allontanano dalla banca in momenti differenti. A un minuto di distanza l’uno dall’altro e prendendo direzioni diverse. Attualmente sono detenuti in carceri campane.
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