La manifestazione
Stop alla zona franca accanto alla città
Controlli di carabinieri e vigili urbani sui rom residenti. Migliora l’area dei sinti italiani, caos e sporcizia in quella dei romeni
LUCCA. Monitorare costantemente il campo nomadi - in questo caso quello di via delle Tagliate, ma prossimamente controlli verranno predisposti anche in via della Scogliera - per impedire sia la presenza di persone non residenti e con precedenti penali per reati di varia natura sia per cercare di riqualificare l’area alle porte della città eliminando gradualmente il degrado esistente. Alle 6,30 quaranta carabinieri con il comandante della stazione di San Concordio, Vincenzo Finocchi, due unità cinofile da Firenze, l’elicottero del quarto reparto volo dei militari del capoluogo toscano assieme ad diversi agenti della polizia municipale e a personale dell’Arpat effettuano un nuovo controllo-censimento al campo rom di via delle Tagliate. Ottanta le persone identificate (45 con precedenti di polizia e 2 agli arresti domiciliari ), 34 gli automezzi regolarmente registrati (su 9 vetture, praticamente smontate, sono in corso accertamenti per risalire ai proprietari). Dagli accertamenti eseguiti dai militari diretti dal capitano Lorenzo Angioni una dozzina di residenti nel campo nomadi rischiano la denuncia per smaltimento di rifiuti speciali. Il motivo? Nella zona del campo dove vivono nei caravan i Rom di origine romena ci sono decine di batterie con oli esausti non smaltiti. E alcune parti della struttura sembrano delle officine meccaniche non autorizzate. Lì, la sporcizia e i rifiuti la fanno da padrone e anche l’Arpat e Sistema Ambiente dovranno adoperarsi per cercare di migliorare una situazione di degrado da terzo mondo. Tra l’altro c’è un contatore Enel manomesso, ma gli investigatori non hanno trovato alcun allaccio abusivo.
Segnali confortanti. Al blitz delle forze dell’ordine è stato inviato anche il sindaco Alessandro Tambellini. Il mantra comune è «stop alla zona franca». Soltanto grazie ad un’azione costante di tutte le componenti (amministrazione, forze di polizia e prefettura). Solo attraverso la reale consapevolezza dell’esistenza di un problema iniziato nel 1999 con una zona di passaggio temporanea (massimo 24 ore di sosta) diventata poco dopo un campo nomadi vero e proprio (con tanto di possibilità di prendere la residenza senza fatica) si potrà migliorare davvero la situazione cercando un’integrazione attraverso il rispetto delle regole. Da quanto è emerso segnali di miglioramento rispetto all’ultimo controllo si sono avuti nella parte, quella più vicina al cimitero urbano, dove vivono i sinti italiani. Lì la situazione è accettabile e l’ordine decisamente maggiore rispetto al passato. Disastroso invece il lato occupato dai romeni. Violazione delle norme igienico sanitarie, gestione discutibile degli animali domestici (cani) e dei rifiuti e scarsa volontà nell’adeguarsi alle norme comunali e alle leggi. Serve un cambio di passo radicale se davvero si vuole riqualificare l’area e renderla civile agli occhi dei passanti e dei turisti. Numerosi anche gli abusi edilizi con gli accertamenti che saranno affidati alla polizia municipale. Alcune tettoie realizzate all'esterno di case mobili non sarebbero state autorizzate. Fatiscenti alcuni bagni realizzati sugli scarichi predisposti dall'amministrazione comunale. Controlli saranno svolti anche al campo di via della Scogliera.(l.t.)
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