Il Tirreno

Lucca

Risciò pericolosi in città, ma non ci sono regole

di Aurora Finocchiaro
Risciò pericolosi in città, ma non ci sono regole

Il Comune di Lucca pensa di fornire ai noleggiatori una mappa delle strade percorribili e di quelle da evitare per non mettere a repentaglio i passanti

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LUCCA. È ormai diventata una tradizione visitare le Mura con un risciò a noleggio. In ogni momento della giornata sono infatti numerosi i turisti di ogni nazionalità che non rinunciano a percorrere la cinta muraria pedalando un risciò. Si tratta senz’altro di un mezzo di trasporto salutare, ecologicamente pulito, divertente, simpatico e rilassante, adatto ad ogni età, ideale da condividere con la famiglia e gli amici. Ma i punti dolenti non mancano, soprattutto per la sicurezza dei pedoni per le vie del centro, dove la mole dei velocipedi a quattro ruote è più che ingombrante. E le armi a disposizione della polizia municipale per limitare questo abuso sembrano essere assai spuntate, se è vero che si sta pensando a emettere un’ordinanza nuova di zecca.

I posti dove noleggiare risciò sono collocati in posizioni strategiche ovvero a ridosso delle Mura, là dove transita la gran parte dei tursisti. Il problema nasce quando i turisti si spingono a bordo del risciò nelle zone del centro città creando problemi alla circolazione di persone e veicoli.

Molto spesso i biciclettai che affittano questo particolare mezzo di trasporto avvisano i turisti di spostarsi esclusivamente sulle Mura, ma purtroppo non basta: spesso questo consiglio viene tranquillamente ignorato e non è raro inmbattersi in riscio che percorrono il tratto più stretto di via Fillungo o che si trovano a incrociare i furgoni delle consegne merci in via Santa Croce.

In realtà non esiste una vera e propria norma che regoli la loro circolazione. L'assessore alla sicurezza e alla polizia municipale, Francesco Raspini spiega ingfatti che «allo stato attuale non esiste un'ordinanza dedicata per i risciò mentre c'è il divieto di circolazione in alcune zone per le biciclette (es. via Buia, ultimo tratto di via Fillungo e via Roma). Alla luce dei problemi emersi dall'utilizzo di questo veicolo dentro le Mura - continua ancora l’assessore Raspini -, sarà valutata la fattibilità di intervenire giuridicamente e tecnicamente». Non tutto è facile come sembra: ci sono aspetti tecnici che complicano la situazione. «Creare una norma “ad hoc” per questo mezzo di trasporto - spiega Raspini - non è affatto semplice poiché attualmente non è adeguatamente catalogato nel codice della strada. Si valuterà quindi il modo in cui regolarizzare la loro circolazione magari per il momento sollecitando tutti i noleggiatori a indicare ai turisti gli spazi consentiti fornendo anche una mappa con il percorso consigliato».

In realtà già nel passato si tentò la regolazione di questo tema, arrivando anche a scrivere un’ordinanza che però - di fatto - è rimasta lettera morta. Correva l’anno 2002, la prima estate nella quale i risciò fecero capolino a Lucca. E lo fecero in maniera più che invasiva. Al punto che gli allora assessori Roberto Giorgetti e Marco Chiari prepararono un’ordinanza, firmata dal sindaco Pietro Fazzi, che vietava la circolazione dei mezzi a quattro ruote all’interno del perimetro della Circonvallazione. Di fatto, precludendo loro il centro. Ordinanza che venne contestata da più parti e che arrivò anche di fronte al Tar per il ricorso di un residence che offriva anche questo servizio. Il ricorso, dopo una prima vittoria in sede di sospensiva, non ebbe seguito. Ma nemmeno il divieto imposto dal Comune ebbe miglior fortuna. Al punto che oggi, 12 anni dopo, siamo da punto a capo.

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