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Lucca

“Se io fossi il sindaco”, un atto di riscossa

“Se io fossi il sindaco”, un atto di riscossa

Il fondatore del profilo Fb Mauro Pucci: «Farò un dossier-denuncia e lo porterò a Tambellini»

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LUCCA. Ha aperto il profilo Facebook “Se io fossi il sindaco di Lucca...” per ricreare uno spazio di confronto che non c’è più: quello che fino a pochi anni fa erano le circoscrizioni. Questo l’intento di Mauro Pucci, lucchese doc, un passato professionale da manager, oggi a riposo.

«Troppo spesso - spiega Pucci - sentiamo in giro gente che si lamenta sulle cose che non vanno in città. E l’espressione più ricorrente che capita di ascoltare è, appunto, “se io fossi il sindaco” farei questo e quest’altro. Il fatto è che spesso non si fanno cose semplici che sarebbero vitali per la popolazione. Penso alle aree riservate ai cani per sgambare, agli orti sociali. Basterebbe un poca di iniziativa. Negli ultimi giorni ha preso campo la ricerca di Cinzia Ricci sugli arredi preziosi scomparsi. Ne sono molto soddisfatto, anche se non parteciperò al gruppo di lavoro su questo tema».

Il profilo Fb, aperto circa due mesi fa, ha ad oggi oltre trecento iscritti. Ed è molto fertile di idee e contributi.

«Noi proviamo ad essere propositivi - aggiunge Pucci -, cerchiamo di stabilire un ulteriore canale di comunicazione libera, di denuncia. Il problema è che a Lucca c’è la presunzione di risolvere i problemi da soli, invece ci vorrebbe l’umiltà di andare a chiedere a chi determinati problemi li ha già risolti come ha fatto».

“Se io fossi il sindaco...” vuole essere un pungolo, dare una positiva scrollata. Pucci sta mettendo insieme un dossier e il suo proposito è di presentarlo non più tardi di settembre al sindaco Alessandro Tambellini. Il quale, sottolinea, «deve capire che c’è molta delusione fra la gente, perché quella svolta promessa, che si aspettava, non si è verificata».

Il contributo più importante portato dal profilo Fb alla comunità in questi primi mesi di vita riguarda il suo ruolo di denuncia di una lunga serie di sparizioni di arredi preziosi dai palazzi e dalle strade del centro storico.

Un lavoro serrato di ricerca e fotografia compiuto da Cinzia Ricci, artista e fotografa lucchese, che ha avuto una vasta eco, tanto da uscire da Fb e contribuire a innescare un progetto di censimento degli arredi dei palazzi storici di Lucca (lo faranno Italia Nostra e Fondazione Ragghianti con la Soprintendenza).

Cinzia Ricci ha anche proposto di creare un gruppo operativo di ricognizione sui furti e i danneggiamenti di arredi storici del centro.

Nel dibattito è intervenuta anche l’assessore Serena Mammini, soddisfatta per queste proposte e questi progetti, ringraziando Italia Nostra e Fondazione Ragghianti ma anche chi, come la Ricci, ha proposto di lavorare come “sentinelle del territorio”. «Lavoriamo e diamoci dei tempi - dice Serena Mammini -, il Comune non può fare tutto da solo».

Barbara Antoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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