Il Tirreno

Lucca

l’intervista

L’assessore regionale: «Ci sono stati abusi»

di Luca Cinotti

LUCCA. «È chiaro che in questa vicenda si sono verificati degli abusi. E che bisognerebbe essere in grado di fare controlli più approfonditi, per verificare i titoli dei candidati. Ma va anche detto...

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LUCCA. «È chiaro che in questa vicenda si sono verificati degli abusi. E che bisognerebbe essere in grado di fare controlli più approfonditi, per verificare i titoli dei candidati. Ma va anche detto che il problema è molto più ampio». Emmanuele Bobbio, assessore regionale all’istruzione da giorni sta ricevendo segnalazioni su quanto avvenuto durante l’aggiornamento delle graduatorie a esaurimento. E spiega che tutto la vicenda è a rischio di continui abusi.

Assessore, come sarebbe possibile stringere un po’ le maglie su questo caos delle graduatorie?

«Innanzitutto è bene precisare che siamo di fronti a leggi nazionali e che gli interventi debbono arrivare dal Parlamento. Detto questo, è evidente che il punto è quello dei controlli. Come vengono acquisiti certi punteggi? Se riflettono esperienze e merito, allora tutto va bene. Altrimenti è un’ingiustizia. È necessario integrare le informazioni a disposizione delle diverse componenti dello Stato: ad esempio si dovrebbero incrociare le dichiarazioni con i pagamenti Inps, per verificare che effettivamente quel docente abbia lavorato nel periodo dichiarato e nella scuola dichiarata. Ma c’è un altro fatto che, come assessore, mi sta a cuore: quello che venga garantita la continuità educativa ai nostri studenti».

Cosa intende dire?

«Semplice: chi viene a prendere il ruolo qua non può andare via dopo un anno. La legge prevede, infatti, che vi sia un vincolo di permanenza di tre anni nella sede di assegnazione. Però ci sono delle eccezioni che consentono di derogare e che sono anche ragionevoli (bambini piccoli, parenti disabili e così via): il problema, anche in questo caso, è che le eccezioni diventano la regola».

I precari inseriti nelle graduatorie a esaurimento si lamentano perché alla fine queste graduatorie non si esauriscono mai, nonostante il nome. Si può agire in qualche maniera?

«Questo è il problema del precariato: con il blocco delle assunzioni le graduatorie si sono allungate all’infinito. Tanto per fare qualche numero, in Toscana abbiamo 5mila supplenti su 40mila insegnanti. La soluzione, in realtà, può essere soltanto una: i precari dovrebbero essere stabilizzati. Anche per evitare una sorta di “guerra fra poveri”, che inevitabilmente si scatena in situazioni del genere. E poi attenzione, anche per le casse dello Stato non c’è una guadagno: anzi, il peso amministrativo nel gestire le sostituzioni porta in realtà a costi maggiori».

E allora cosa si può fare, in concreto?

«In autunno si aprirà un dibattito a livello nazionale sulla riforma della scuola, che dovrà comprendere anche la revisione delle assunzioni e del reclutamento degli insegnanti. Lasciano ben sperare, inoltre, le recenti dichiarazioni del sottosegretario Roberto Reggi, che fanno prevedere, per la nostra regione, l’immissione in ruolo a settembre di 1.800 docenti. È vero che siamo lontani dai cinquemila che ci servono, ma se viene mantenuto il ritmo, in tre anni potremmo arrivare a vedere una soluzione. Intanto, nel dibattito che si aprirà in autunno le Regioni diranno la loro. Anche perché, alla fine, siamo proprio noi ad essere più vicini ai problemi di questo mondo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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