Il Tirreno

Lucca

Il popolo di Facebook rivuole la centralina

di Andrea Giorgi

Tolta a Porcari per risparmiare 18mila euro di manutenzione: «La salute pubblica non ha prezzo»

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PORCARI. Sembra destinata a travalicare le sedi istituzionali da dove era nata la questione della centralina Arpat di Porcari che per decisione del comune, dal 1 aprile scorso, ha cessato di monitorare la qualità dell’aria nel paese della Torretta. Quella scelta, passata in un primo momento sotto silenzio, è stata portata alla ribalta le scorse settimane dal consigliere d’opposizione Giannoni tramite una interrogazione consiliare in merito in cui si esprimono tutte le preoccupazioni, ambientali e sanitarie, che una decisione del genere può suscitare.

Si è così saputo, dalla risposta fornita dall’assessore all’ambiente Solimando, che la decisione dell’amministrazione è stata presa con l’obiettivo di risparmiare i 18mila euro annui di manutenzione richiesti dalla centralina stessa, alla luce del fatto che già da tre anni i dati acquisiti non rientravano nel sistema di monitoraggio ufficiale della qualità dell’aria della Piana.

Dal 2011 infatti la rete di rilevamento regionale utilizza esclusivamente i dati della vicina centralina di Capannori, che peraltro nel corso degli anni aveva sempre fornito rilevazioni del tutto simili alla centralina porcarese. La questione poteva finire lì, ma ad alcuni porcaresi le motivazioni avanzate dall’assessore stanno strette. Si è così mobilitato un gruppo di cittadini i quali hanno creato una pagina Facebook ad hoc, il cui nome non lascia spazio ad interpretazioni rispetto agli obiettivi finali: «facciamo riaprire la centralina di Porcari». E a giudicare dal numero dei “Mi piace”, schizzati a quasi 200 in pochi giorni, la protesta sembra tutt’altro che isolata. Ma gli amministratori della pagina ci tengono a tenersi al di sopra delle parti ed evitare ogni tipo di strumentalizzazione politica o di parte: «Questa pagina nasce con l’unico obiettivo di far riaprire la centralina - si legge – non c’è alcun intento polemico». E’ evidente infatti che rispetto ad una tematica tanto sensibile e trasversale come quella della salute pubblica lo scopo del comitato sia di agglomerare un consenso che vada oltre le singole appartenenze politiche, sperando in tal modo di raggiungere una massa critica di aderenti tale da indurre l’amministrazione ad un cambio di rotta. Lo stesso Giannoni infatti, pur assicurando il proprio sostegno all’iniziativa, pare volersi tenere in seconda fila per evitare di marchiare la mobilitazione col proprio colore politico.

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