Il Tirreno

Lucca

Vendemmia, si tifa per giornate di sole dopo i nubifragi

di Arianna Bottari
Vendemmia, si tifa per giornate di sole dopo i nubifragi

I trattamenti per ora hanno salvato l’uva e si prevede una discreta annata posticipandone la raccolta

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LUCCA. Da Pieve S. Stefano a Montecarlo, passando per le colline capannoresi, tutti tifano per il sole. Il luglio appena passato, con il suo clima fra il primaverile e l’autunnale, ha tenuto sulle spine i produttori di vino locali.

Per ora non si registrano danni, ma l’attenzione rimane altissima e, soprattutto, si incrociano le dita per un agosto non piovoso, così che l’uva abbia modo di continuare a maturare senza fatica.

Positivo Giancarlo Viani, decano della produzione locale con la sua azienda Greo, a Pieve S. Stefano. «Di acqua ne è venuta giù parecchia, ma per ora ci salviamo. Danni alle coltivazioni non ce ne sono stati. L’uva è sana e la produzione non è a rischio, almeno per ora».

«Certo, speriamo in un bell’agosto soleggiato», dicono dalla Tenuta Maria Teresa, sempre a Pieve S. Stefano, dove nei giorni scorsi hanno dovuto affrontare non pochi problemi per gli smottamenti causati dalle intense piogge. «Per fortuna non ci sono stati danni alle vigne, ma rimane il fatto che tutta l’acqua caduta in luglio qualche pensiero ce l’ha dato. Per di più, essendo noi a conversione biologica, non possiamo neanche ricorrere alla chimica, nel caso la nostra uva venisse attaccata dalle muffe. Serve il sole e speriamo di cavarcela solo con una vendemmia leggermente posticipata».

La situazione non è molto diversa a S. Pancrazio, all’azienda La Badiola. «Ci salviamo perché siamo in collina e non c’è ristagno d’acqua. Abbiamo dovuto fare qualche trattamento con il verderame in più, perché la pioggia continua a lavare via il prodotto, ma, a parte questo, possiamo dire che la situazione è sotto controllo». Altre colture, invece, hanno sofferto, confermano dall’azienda. Gli ortaggi in particolare, che sono stati danneggiati dai continui rovesci.

Spostandosi sulle colline della zona nord di Capannori, altra area di elezione per quanto riguarda la produzione di vino, gli scongiuri non cambiano. «La pioggia e il clima umido non hanno giovato allo stato sanitario delle nostre uve – sottolineano dalla Tenuta di Valgiano, nell’omonima frazione capannorese –. La vendemmia non sarà anticipata, come ci aveva invece fatto credere la parte iniziale della stagione. Ci siamo ritrovati in luglio con problemi prettamente primaverili e questo ha cambiato non poco le carte in tavola». Anche alla Tenuta di Valgiano è stata fatta una scelta ben precisa, che ha portato l’azienda verso la viticoltura biodinamica. «Scelta che ci impone un po’ più di fatica quando si tratta di dover rimediare ai cambiamenti e ai problemi causati dal maltempo, ma per ora possiamo dire che la stagione non è perduta. Di sicuro, però, ci auguriamo un agosto all’insegna del sole, sperando di non dover posticipare troppo la vendemmia».

Anche a S. Gennaro si guarda alle previsioni e si invoca una tregua dai piovaschi. Alla Fattoria di Fubbiano non hanno dubbi: «Chi è intervenuto per tempo con i prodotti che salvano le viti da oidio e peronospora si è salvato. Non è una stagione delle più rosee, ma può migliorare, con un clima soleggiato e, soprattutto asciutto. Se dovesse continuare a piovere, invece, si potrebbero verificare dei danni seri, soprattutto perché la buccia dei chicchi d’uva, maturando, non ha più quella resistenza alla pioggia che ha avuto fino a ora, con le pigne ancora acerbe. In ogni caso, la vendemmia dovrebbe essere in linea con gli anni passati, per quanto riguarda i tempi».

Da Buonamico, a Montecarlo, Paolo Lapini spiega che il meteo potrebbe aver favorito la produzione di vini bianchi e rosati, anche se tutto rimane legato a doppio filo al meteo delle prossime settimane. Niente, comunque, è perduto. «Viste le intense piogge dell'ultimo mese, la stagione è molto difficile, ma per ora non è compromesso nulla».

Un’estate bizzarra per chi fa vino, così l’ha definita un altro decano dei produttori lucchesi, Gino Fuso Carmignani, che dalla sua azienda di Montecarlo spiega: «La situazione è simile in tutta la Toscana e, più in generale, in Italia Centrale. La maturazione non è omogenea, ma a macchia di leopardo, diversa da zona a zona. Qui da noi, l’uva rossa sta iniziando l’invaiatura ora (gli acini prendono colore, ndr) e ci auguriamo tutti che il sole continui a battere forte sulle vigne. Credo che saranno possibili buone selezioni, ma molto dipenderà, ovviamente, dal clima. Le viti hanno tutto quello che occorre loro per “esplodere”: acqua al piede e ora sole, che però non deve eccedere. È un equilibrio delicato, ma per chi fa vino è sempre così: rifiutarsi di amare per paura di soffrire è come rifiutarsi di vivere per paura di morire – chiude, citando Jim Morrison –. Ecco, chi produce vino, non deve aver paura di amare la vigna, nonostante a volte questa ci possa far stare in pena».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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