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Lucca

«L’Art bonus per il Ponte del Diavolo»

«L’Art bonus per il Ponte del Diavolo»

La proposta di Andreuccetti: finanziamenti privati per la manutenzione e il restauro dell’opera

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LUCCA. La proposta è di quelle che non passano inosservate, visto che riguarda uno dei monumenti simbolo della provincia di Lucca, il Ponte del Diavolo. La cui manutenzione, secondo il sindaco di Borgo a Mozzano Patrizio Andreuccetti, potrebbe essere finanziata dai con il cosiddetto “Art bonus”.

Di che cosa si tratta? È un meccanismo, contenuto nel decreto sulla cultura che proprio pochi giorni fa è diventato legge dopo la conversione in aula. In sostanza, si incentivano i privati a versare somme per la manutenzione e i restauri dei beni culturali ricevendo, in cambio, un credito di imposta da “spalmare” su tre anni. In sostanza, se un privato investirà 10mila euro sul Ponte del Diavolo, potrà vedersi abbonato dal suo imponibile circa 2.100 euro l’anno.

Andreuccetti ha lanciato la sua proposta sul proprio profilo Facebook, riprendendo un’idea di Beppe Puddu. «È stato un po’ come tirare un sasso nello stagno - spiega il giovane sindaco di Borgo a Mozzano. Ho seguito il percorso legislativo dell’Art Bonus e volevo vedere quali fossero le reazioni. E devo dire che ho già ricevuto molte telefonate di sostegno. Comunque, come dicevo, siamo all’inizio di quello che vorrei far diventare un vero e proprio progetto. D’altra parte gli enti pubblici, per la manutenzione di beni culturali importanti come il Ponte del Diavolo, devono riuscire a trovare finanziamenti».

Se il progetto andrà in porto, potrebbe permettere non solo di procedere a una necessaria manutenzione “ordinaria” del grande attraversamento del Serchio, ma anche di procedere a una e vera e propria opera di restaruo.

Il Ponte del Diavolo, oggetto dell’ammirazione e delle foto di decine di migliaia di turisti ogni anni, soffre infatti degli acciacchi del tempo, ma anche degli inopinati attacchi dei vandali che spesso hanno deciso di deturpare le arcate con graffiti e scritti. Ci sono poi le piene del Serchio, sempre più violente, che in diverse occasioni hanno provocato il distacco di alcune pietre. In altri casi, invece, sono i turisti a staccare pezzi di roccia per buttarli nel fiume: per questo, in passato, è stato chiesto un lavoro di “rinforzo”, che vada di pari passo con quello di impermeabilizzazione del pavimento, indispensabile per evitare infiltrazioni. (l.c.)

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