Il dolore
Anche la mostra su John Bellany scatena la polemica
Nel mirino la mostra allestita per ricordare il pittore Sereni: «Sono stato fatto fuori dal comitato organizzatore»
BARGA. Pascoli e Bellany, poeta l'uno e pittore l'altro. Due barghigiani “adottivi” che hanno dato lustro e ricevuto altrettanto da questa comunità, saranno i protagonisti della Serata Pascoliana in programma, come di consueto, il 10 agosto prossimo nel giardino della casa del poeta. Su questo binomio di artisti, il professor Umberto Sereni dice la sua incontrando la stampa, ed evidenziando con orgoglio la sua amicizia col pittore scozzese e gli studi pascoliani: «Sono contento di questo evento - esordisce, è una battaglia vinta, mentre altri anni fa ne prendevano le distanze. La storia mi dato ragione, visto che quando ero sindaco ci misi le mani per valorizzare il rapporto tra Pascoli e Barga».
Poi, la seconda “scoperta”, ossia John Bellany, fu secondo Sereni la chiave di volta: «Aveva abbandonato i colori cupi e seguendo anche il mio consiglio aprì le porte a colori più luminosi, più vivaci – continua Umberto Sereni abbandonandosi ai ricordi di un’amicizia – questo è sicuramente un dato che innalza Barga».
L'ex sindaco, in verità, aveva in mente un altro progetto per omaggiare i due artisti, al punto che fu creato un Comitato promotore composto da Comune di Barga, Provincia di Lucca, fondazioni bancarie, Unione Comuni Mediavalle e il senatore Andrea Marcucci, con lo stesso Sereni che avrebbe dovuto curare la parte organizzativa.
Poi, qualcosa si è incrinato: «Io ho lanciato l’idea di una mostra su Bellany, eventualmente anche accostato a Giovanni Pascoli - continua -. Poi, da un giorno all'altro, mi fu detto che era meglio farmi da parte. Forse perché l'ultima mostra di Bellamy era “Omaggio a Umberto Sereni” o perché mi hanno voluto punire per il fatto di essermi candidato sindaco? Io penso entrambe, visto che la Fondazione Pascoli la reputo il braccio armato di un clan politico».
Amarezza più che rabbia è quello che traspare dalla voce di Sereni: «Quella che è stata allestita a Barga, è l’ennesima mostra su Bellany, una delle tante. Io avrei organizzato una rassegna includendo anche altri pittori che scelsero Barga e la Valle del Serchio, come fu fatto a Glasgow nel 2014. Avrei esteso la promozione di questo evento alla Scozia, mettendo materiale informativo anche presso l’aeroporto di Pisa. Ma ormai l’occasione è bruciata». E infine una stoccata: «Se questo è il prezzo della libertà, rinuncio volentieri a curare la mostra di Bellany, se questo è il clima che regna a Barga, ho fatto bene a candidarmi a sindaco. Ma alla fine ci ha rimesso solo Bellany».
Nicola Bellanova
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
