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Lucca

Condannata infermiera con doppio lavoro

Condannata infermiera con doppio lavoro

Era dipendente dell’azienda ospedaliera di Pisa ma lavorava senza autorizzazione in Lucchesia

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PISA. Era dipendente dell'azienda ospedaliera, ma lavorava, senza autorizzazione, anche nel privato. Denunciata dal direttore generale dell'Aoup, l'infermiera Alberta Paoli, 62 anni, di Capannori, è stata condannata dalla Corte dei conti a risarcire il suo datore lavoro con la somma di 8.900 euro. La Procura della magistratura contabile le chiedeva la restituzione di una cifra ben più sostanziosa: 31.782 euro. Due terzi dell'importo sono stati, però, cancellati dalla prescrizione.

La storia del doppio lavoro scoperto e sanzionato nasce da un controllo interno disposto dalla dirigenza ospedaliera. La segnalazione arriva sul tavolo del direttore generale che avvia un procedimento disciplinare e gira il caso alla Corte dei conti contestando alla dipendente un danno erariale nei confronti dell'azienda ospedaliera.Le indagini dei magistrati contabili mettono a fuoco un quadro in cui l'infermiera dal 2005 al 2011, "aveva svolto attività retribuita (non previamente autorizzata) di assistenza infermieristica, per conto di una onlus di Lucca, percependone compensi per un totale di 31.782,55 euro" si legge nella sentenza.

Secondo l'accusa Alberta Paoli era stata autorizzata a lavorare per la onlus lucchese solo per il 2002. Il rapporto, però, era andato avanti negli anni determinando "l'obbligo di versare, all'ente da cui dipende, le somme percepite".

La sforbiciata dai 31mila ai quasi 9mila è dovuta alla prescrizione. L'invito a dedurre della Procura contabile fu notificato il primo luglio 2013. Tutte le somme riscosse fino al 30 giugno 2008 sono state "condonate" dalla prescrizione.(p.b.)

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