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Freddana, al via i controlli sulla cassa d’espansione

Freddana, al via i controlli sulla cassa d’espansione

LUCCA. «Non do giudizi sulla cassa di espansione al Guercio, ma ho visto il lenzuolo di protesta dei cittadini alluvionati e ho parlato con alcuni di loro, quindi ho dato incarico ai tecnici di...

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LUCCA. «Non do giudizi sulla cassa di espansione al Guercio, ma ho visto il lenzuolo di protesta dei cittadini alluvionati e ho parlato con alcuni di loro, quindi ho dato incarico ai tecnici di Regione e Provincia di approfondire la questione».

L’assessore regionale all’ambiente Anna Rita Bramerini annuncia di prendere di petto la questione della cassa di espansione costata due milioni 350mila euro e progettata per mettere in sicurezza la striscia di terra fra Ponte Ciuffarini e il ristorante Il Guercio. Locale che con l’ultima bomba d’acqua si è ritrovato (per l’ennesima volta) completamente allagato.

Bramerini ieri ha fatto un sopralluogo sulle zone colpite dall’alluvione di fine luglio. Con il sindaco Alessandro Tambellini, gli assessori Francesca Pierotti, Celestino Marchini e Francesco Raspini, insieme ai tecnici del Comune e del Genio Civile e al consigliere regionale Ardelio Pellegrinotti è stata a Torre e poi lungo la Freddana. Dove la rabbia per quanto è successo e la forte preoccupazione per quanto potrebbe accadere sono i sentimenti che accomunano i residenti.

«Ho incontrato il titolare del Guercio (Franco Corradi, ndr) e mi ha spiegato che l’acqua arrivava dal Freddana, ma anche dalle spalle dell’edificio che ospita il suo locale. Un vero torrente, mi ha riferito, che andava verso la strada. E allora c’è da capire cosa c’è che non va in quella zona. Sulla cassa d’espansione per ora non posso sbilanciarmi: attendo notizie dai tecnici. Si tratta di un’opera approvata e quindi non è compito mio valutarla. Del resto era compresa nel piano d’ambito dell’Autorità di Bacino. So che non c’è stato un perfetto funzionamento, ho visto la protesta della gente. Ripeto: dobbiamo capire cosa è successo». E perché nell’immediato futuro i rischi siano quantomeno ridotti l’assessore Bramerini afferma che occorre lavorare per ripristinare i corsi d’acqua ostruiti dalle frane «per evitare che i problemi si aggravino con l’arrivo di altre piogge».

Servono soldi e l’assessore dice di cercare risorse nel piano annuale della difesa del suolo, che per il 2014 prevedeva lo stanziamento di 50 milioni. Non tutti sono stati spesi e quindi per la Lucchesia ci potrebbero essere somme. Come chiesto dagli amministratori locali. (d.c.)

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