Attenzione
Servono 850mila euro per i primi lavori
Il Consorzio: «Vanno rimossi i tronchi e i detriti dagli alvei prima che arrivino nuove piogge»
LUCCA. La priorità assoluta e immediata per i corsi d'acqua della Valfreddana è di rimuovere il materiale alluvionale che si è accumulato negli alvei, riducendo le sezioni e le relative portate, prima che si verifichino nuove piogge. A lanciare la corsa contro il tempo è il Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord, che spiega: per ripristinare la funzionalità idraulica degli affluenti del Torrente Freddana servono almeno 850mila euro. E occorrono ripidamente: perché non effettuare tempestivamente questi lavori significherebbe dover fronteggiare nuovi allagamenti già durante le prossime piogge.
Il Consorzio ha redatto, in merito all'evento, un verbale di urgenza in stato di calamità naturale, da inviare alla Regione con la richiesta delle risorse necessarie. «Di fronte a queste precipitazioni dalle caratteristiche eccezionali, ci siamo mossi in stretta collaborazione con la Provincia e i Comuni di Lucca e Pescaglia - sottolinea il presidente del Consorzio Ismaele Ridolfi -. Per prima cosa abbiamo rimosso gli alberi e gli arbusti abbattuti dal maltempo che, essendosi attraversati negli alvei, rischiavano di creare straripamenti immediati. Dal giorno dopo l'evento, poi, i nostri escavatori sono in azione sugli affluenti della Freddana, per rimuovere il materiale crollato dai versanti. Sta andando avanti l'opera dei nostri tecnici, operai, mezzi e delle cooperative con cui lavoriamo. Ma questo impegno, per quanto per noi gravoso anche dal punto di vista economico, non è naturalmente sufficiente, anche se crescerà ulteriormente nei prossimi giorni. Durante i tanti sopralluoghi portati a termine in Valfreddana, sono stati individuati circa venti corsi d'acqua che necessitano di interventi di messa in ripristino dell'alveo. Servono risorse immediatamente e occorre fare presto: nuove piogge provocherebbero infatti, allo stati attuale, nuovi allagamenti. Naturalmente, una volta portata a termine queste escavazioni, sarà necessario provvedere alla sistemazione definitiva dei materiali di risulta. La parte più costosa è infatti il trasporto e lo smaltimento degli enormi ammassi di detriti. Bisogna agire in fretta e quindi, oltre alle richieste di risorse, il Consorzio chiederà che eventuali stanziamenti siano attivati in tempi brevi e soprattutto siano esclusi dal patto di stabilità».
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