Sicurezza
Scuola, fuori dalle graduatorie quasi tutti gli insegnanti locali
Invasione di docenti da fuori Toscana. A Lucca la prima lucchese è 175°, stessa situazione a Prato
Maria Dina, l’anno scorso, era al ventesimo posto nella graduatoria per ottenere l’inserimento di ruolo come insegnante alla scuola materna. A distanza di dodici mesi ha perso 155 posizioni: è nella casella 175, la prima lucchese. E come lei Michela, Maria, Elga. Tutte rimaste tritate nel tritacarne dell’aggiornamento triennale delle graduatorie. Che quest’anno sono state invase da molti docenti provenienti da fuori provincia, con la prospettiva di non poter accedere nemmeno a una supplenza “lunga”. Una situazione che si registra anche in molte altre città toscane. Come a Prato, dove su 50 posti nelle graduatorie per le elementari ben 45 sono stati assegnati a docenti provenienti da fuori provincia.
Mercoledì 30 luglio è stato il giorno che centinaia di insegnanti attendevano con trepidazione. Quello nel quale l’ufficio scolastico provinciale (cioè l’ex Provveditorato) ha pubblicato le graduatorie. E non appena i tabulati in formato pdf sono stati scaricabili dal sito, tutte le previsioni più fosche si sono trasformate in realtà. I numeri stanno lì a testimoniarlo: la graduatoria per assunzioni a tempo indeterminato nella scuole dell’infanzia (per le altre la situazione è più nella norma) si era fermata a 153 nomi. Quest’anno siamo a quota 439. Cioè quasi il triplo. E tutti coloro che si trovavano in lista sono stati “scavalcati” dai nuovi ingressi. E le cose vanno in maniera parallela per la graduatoria che regola l’inserimento a tempo determinato, salita da 148 a 414. Il risultato può essere disastroso per chi contava sull’inserimento in ruolo o - più realisticamente - su una supplenza lunga. L’anno scorso, fanno notare alcuni dei docenti interessati, non tutti riuscirono ad entrare, a contare su una sostituzione annuale. E i numeri erano ben minori.
Tutti i nuovi ingressi, in gran parte finiti in cima alla graduatoria, sono quelli provenienti da altre province. La legge, infatti, non prevede nuovi inserimenti nelle graduatorie che, appunto, sono a “esaurimento”. Ma consente, ogni tre anni, di chiedere (e, di fatto, ottenere) il trasferimento in altra provincia. Esattamente quanto accaduto in primavera. Quando il tam tam su Internet ha indicato Lucca (e in generale le province toscane) come le più appetibili: graduatorie relativamente brevi e buona capacità di “assorbimento” da parte delle scuole hanno richiamato in breve tempo centinaia di docenti, soprattutto dal sud. Generando così quella che è un’ennesima declinazione della “guerra fra poveri”: precari contro precari, docenti che da anni aspettano un posto fisso che si vedono scavalcati da altri insegnanti nelle stesse condizioni.
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