Il dolore
Monta sul web la rabbia dei pendolari
Su Facebook commenti sarcastici nei confronti dei ritardi per l’avvio delle opere di ripristino
BAGNI DI LUCCA. Intanto la rabbia monta su Facebook dalle cui pagine sul web emerge ben chiara l’insofferenza dei pendolari e dei titolari di attività. Non rassicura affatto l’ipotesi che la viabilità possa essere ripristinata nel giro di due mesi: la gente chiede interventi subito, anche con soluzioni tampone. Hanno esaurito la pazienza i pendolari costretti a fare ogni giorno un giro più lungo e difficoltoso; per non parlare delle persone che hanno attività commerciali, artigianali o legate al turismo.
Il problema tocca e danneggia l'intera vallata, profondamente colpita e sfavorita: Bagni di Lucca ancor più di Borgo a Mozzano. La gente si sente in ginocchio. Mentre le assemblee si susseguono ed è nell’aria l’imminente costituzione di un comitato, si fa sempre più pressante la richiesta per un Ponte Bailey.
Alcune persone intanto hanno già preso in considerazione l'idea di cambiare la sede delle scuole elementari in cui iscrivere i figli. Scelgono la soluzione logistica che dia più affidabilità ed elimini il rischio di lunghi e tortuosi tragitti quotidiani e c’è forte scetticismo sulla possibilità che la viabilità sia tornata alla normalità per i primi di settembre.
Altre residenti delle zone a monte della frana sulla statale del Brennero cominciano a valutare addirittura l'ipotesi di lasciare definitivamente la Valle, chiedendosi perché nel corso degli anni non siano mai state fatte opere di maggiore valenza (nuovi ponti mai costruiti) come è invece accaduto in comuni limitrofi (Barga e Gallicano).
Nei bar, nei negozi, nei punti di ritrovo, questo è non solo l'argomento più discusso, ma il problema che più preoccupa: quanto durerà questa situazione?
Su Facebook emerge l'intento di rimanere compatti anche nel voler sapere con estrema chiarezza quali siano i compiti precisi dell’Anas, della Provincia, e dei Comuni. Intanto viene chiesta la presenza di almeno due vigili comunali nella zona del ponte di Calavorno per dirigere il traffico, che nelle ore di punta diventa davvero caotico.
Frasi tipo “non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire”, “il bacino è pieno di troiaio e non è stato mai ripulito; anche questo ha portato ad una erosione maggiore…" dilagano e aumentano col passare delle ore.
Numerose, nonostante le condizioni climatiche avverse, le persone che si recano nella zona della parte transennata per vedere, capire e fotografare, ma anche per controllare se qualcuno si degna di avviare i lavori, come è stato annunciato. La diffidenza cresce a dismisura.
Scrive Giuseppe Calamari: “Vedo individui che parlano appoggiati al guardrail con indumenti assolutamente non idonei al lavoro manuale”.
Aggiunge Giancarlo Tintori: “Ritengo che sarebbe opportuno vietare il transito dei camion sul ponte di Calavorno facendoli passare dal successivo ponte di Piano di Coreglia. Un traffico così pesante mette a dura prova il suddetto ponte”.
Sarcastico Mauro Pieri: "Stamani grande avvio dei lavori alla strada! Impegnati mezzi e decine di operai! La solita presa per i fondelli e alcuni ci hanno anche creduto. Sveglia!”. Sempre Pieri : “L'erosione interessa centinaia di metri”.
Simone Sisi invece scrive: “Poco fa c'erano responsabili ( di non so che cosa) che stavano guardando la strada e la situazione. Gli ho domandato dove è questo inizio dei lavori e mi hanno risposto con tante parole, ma visto il tempo, hanno spostato tutto a domani”.
Michele Mazzanti invita la comunità del web a rimanere unita anche dopo l’assemblea: “Intanto ringrazio tutti della presenza. Eravamo in tanti. Una linea fra mille problemi che ci sono per gestire un'assemblea del genere l'abbiamo trovata; restiamo belli compatti e portiamo le nostre ragioni ai sindaci”.
Emanuela Ambrogi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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