Il Tirreno

Lucca

CONTROVERSIA CON L’ISTITUTO STORICO DELLA RESISTENZA

Una causa civile per riavere i libri

Una causa civile per riavere i libri

La vedova è intenzionata a rispettare la volontà del defunto

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LUCCA. Non ci sarà nessun processo per il presunto furto di documenti e libri appartenenti all’Istituto storico della Resistenza di cui era accusato il cavalier Lilio Giannecchini. Proprio 24 ore prima del decesso, il suo legale di fiducia, Fernando Fenili, aveva depositato nella cancelleria della procura un’istanza di archiviazione della vicenda visto che l’indagine era iniziata quasi due anni fa e non era stata data comunicazione di proroga e una richiesta di dissequestro dei volumi che il 21 settembre 2012 la procura aveva sequestrato proprio in seguito alla denuncia presentata dal legale rappresentante dell’Istituto storico della Resistenza. Con la morte dell’indagato si estingue il procedimento penale. Ma sulla questione la moglie del partigiano, Lina di 92 anni, potrebbe proseguire la battaglia legale intrapresa dal marito che si professava estraneo ai fatti ribadendo che quei documenti e quei libri erano suoi. Della volontà di Giannecchini di andare avanti a livello processuale per tornare in possesso dei volumi ne ha parlato l’avvocato Fenili alla vedova con la quale si è intrattenuto. L’anziana si è detta disposta a rispettare le volontà del coniuge defunto.(l.t.)

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