Il Tirreno

Lucca

Il progetto c’è, i soldi solo per un lotto

di Barbara Antoni
Il progetto c’è, i soldi solo per un lotto

Le incognite sul terminal del trasporto urbano e sul parcheggio: dalle Belle Arti il veto ad abbattere i fabbricati sul piazzale

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LUCCA. Il progetto c’è, ma i soldi solo per un lotto. È il caso del piano per il terminal bus del trasporto urbano: un milione 300mila euro per l’intervento completo suddiviso in tre parti: il terminal (600mila), il parcheggio a raso (500mila), la sistemazione di via Cairoli (200).

Queste le previsioni di costo contenute nel progetto preliminare per il progetto da realizzare nell’area ex scalo merci della stazione ferroviaria, ceduta da Ferrovie al Comune nel 2011 per la cifra simbolica di un euro. Progetto di punta dell’amministrazione comunale in carica anche perché sarebbe, una volta realizzato, veicolo di espiazione delle figuracce incassate nell’ultimo anno col valzer del terminal bus, spostato da piazzale Verdi a piazzale Boccherini, poi in procinto di traslocare al parcheggio Carducci con tanto di interventi strutturali compiuti con un esborso di 45mila euro e poi destinato a tornare in via transitoria a piazzale Verdi, dopo il fallimento del progetto Piuss in quest’area.

Il fatto è che però, almeno al momento, i soldi ci sono solo per realizzare il primo lotto, quello del terminal, previsto nell’arco di un anno. I seicentomila euro sono sicuri, conferma l’assessore Francesca Pierotti, perché «sono risorse nostre, stanziate nel bilancio preventivo 2014». Le altre chissà. L’amministrazione ha presentato una richiesta di finanziamento alla Regione per la realizzazione del parcheggio e la sistemazione di via Cairoli, indispensabile per l’accesso delle auto all’area di sosta. La realizzazione di questi ultimi lotti, quindi, al momento è in sospeso.

Le riserve sul parcheggio. Molti nodi rimangono da sciogliere sul progetto complessivo del terminal bus. Nel luglio 2011, quando l’allora sindaco Mauro Favilla siglò la convenzione con Ferrovie per la cessione del diritto di superficie sull’area destinata a ospitare terminal e area di sosta (denominata “zona A”, per differirla dalla “zona B” dell’ex scalo, ovvero la propaggine verso il mercato di Pulia, che Ferrovie vorrebbe vendere a privati come terreno edificabile) il progetto sul parcheggio era ambizioso: 450 posti auto, su tre livelli. Un parcheggio multipiano (su tre piani) che dava per scontato l’abbattimento dei due edifici presenti sull’area, al tempo utilizzati come uffici e magazzini, costruzioni entrambe risalenti al periodo a cavallo fra ’800 e ’900. Ma il loro eventuale abbattimento è subordinato al parere della Soprintendenza. Ferrovie ha già presentato la richiesta di valutazione. Studi e accertamenti sono infatti in corso, confermano le Belle Arti. Ma la possibilità che l’abbattimento dei due edifici venga autorizzato pare assai remota. La Soprintendenza non sembra per niente intenzionata a dare il via libera, perché si tratta di edifici comunque interessanti dal punto di vista architettonico (seppure ad oggi con qualche problema strutturale, visto che sono entrambi transennati).

Piano per via Cairoli. Le opere previste comprendono la demolizione del muro di cinta lungo via Cairoli e la costruzione di un marciapiede lungo tutto il bordo sud dei fabbricati lungo la stessa strada. Previste modifiche di viabilità in piazzale Ricasoli e all’intersezione con la circonvallazione per installare un semaforo che permetterà l’uscita dei bus. L’intervento è coordinato con la realizzazione della pista ciclabile lungo l’acquedotto del Nottolini, che dovrebbe passare dentro il terminal per raggiungere la circonvallazione».

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