Sicurezza
Per un furto di libri storici l’inchiesta dura da 2 anni
Lilio Giannecchini, accusato di essersi appropriato di documenti della Resistenza sostiene la sua innocenza, ma non può difendersi in tribunale per gravi ritardi
LUCCA. Per un presunto furto di libri e documenti storici che appartengono al periodo della Resistenza le indagini vanno avanti da quasi due anni. Neanche si trattasse di un affare di Stato e nonostante il codice di procedura penale preveda che il pm debba chiedere il rinvio a giudizio o disporre l’archiviazione in un periodo massimo di 18 mesi fatta salva la deroga sino a due anni per reati gravissimi come l’associazione a delinquere di stampo mafioso. Protagonista della singolare vicenda è il partigiano Lilio Giannecchini, 89 anni, difeso dall’avvocato Fernando Fenili, e al centro di un’infinita querelle legata al ruolo ricoperto per anni nell’Istituto Storico della Resistenza. Lui si professa innocente e vuole dimostrarlo in un pubblico dibattimento, ma dopo 24 mesi non solo non c’è il processo, ma i libri e i documenti che sostiene, a torto o a ragione, essere suoi sono ancora sotto sequestro e affidati in custodia giudiziaria proprio all’ente (l’Istituto Storico della Resistenza) che ha presentato un esposto-denuncia in procura (era il 18 settembre 2012) nei suoi confronti.
Furto aggravato. Stando all’accusa, l’allora direttore pro tempore dell’Istituto Storico della Resistenza, Giannecchini «al fine di trarne profitto si impossessava di documenti e libri dell’Istituto Storico della Provincia del quale era stato direttore per molti anni apponendo il proprio timbro su numerosi libri e documenti in modo da far apparire come propri, beni in realtà ricevuti quale legale rappresentante dell’istituto. Inoltre, cessato dalla carica di direttore, previa effrazione della porta d’ingresso dov’era depositato il patrimonio librario e se ne impossessava». Con la denuncia il magistrato faceva sequestrare dalla pg il cosiddetto «Archivio Giannecchini-Toscano» che si trovava nei locali del Museo Storico della Liberazione del Comune.
La difesa all’attacco. Oggi quell’archivio è stato spostato al centro culturale Agorà e affidato in custodia all’attuale presidente dell’Istituto Storico della Resistenza. L’avvocato Fenili, al di là della terza istanza di archiviazione della posizione processuale del suo assistito per mancanze di prove, chiede l’immediato dissequestro dei libri in quanto mancano le ragioni cautelari del provvedimento: «Quei libri sono di Giannecchini e vogliono toglierglieli senza fare un processo di merito - dice il legale -. Una situazione assolutamente paradossale. Mi riservo di proporre istanza di avocazione del fascicolo al procuratore presso la Corte d’Appello di Firenze. È assurdo che per una vicenda di basso profilo si debba perdere tutto questo tempo violando le norme più elementari del diritto. Mi chiedo perché i denuncianti non abbiamo indicato in modo dettagliato i titoli dei testi e dei documenti che sarebbero stati sottratti all’Istituto». (l.t.)
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