Il dolore
OPERE E SENSO DI RESPONSABILITÀ CONTRO IL RISCHIO ALLUVIONI
di MARCO INNOCENTI Siamo seri: non è un tantino eccessivo sostenere che la cassa di espansione sulla Freddana ha funzionato facendo il suo dovere? Non è un po’ azzardato sostenere che, sotto la...
di MARCO INNOCENTI
Siamo seri: non è un tantino eccessivo sostenere che la cassa di espansione sulla Freddana ha funzionato facendo il suo dovere? Non è un po’ azzardato sostenere che, sotto la Freddana, meglio sarebbe stato non sistemare derrate alimentari? A meno che non si dimostri che qualcuno sia ricorso alla corruzione o altri reati per ottenere permessi a costruire e licenze per attività commerciali, agricole, artigianali e industriali, quale colpa può avere se si ritrova alluvionato chi vive e lavora sulla riva sinistra del torrente, nei pressi della Cappella?
E non sarebbe meglio affrontare subito (senza lo stucchevole scaricabarile del Comune contro la Provincia, della Provincia contro l’Autorità di Bacino, dell’Autorità contro il Genio civile e via dicendo) la questione se ci sia necessità di un urgente sbassamento dell’argine all’altezza della cassa di esondazione, in modo che quello che è accaduto lunedì notte non debba più ripetersi?
E tutti gli enti interessati non farebbero meglio ad attuare le direttive vanamente riproposte dall’Autorità di Bacino non solo per evitare che lungo i corsi d’acqua si continui a cementificare, ma anche per rimuovere gli ostacoli (manufatti) che impediscono il deflusso delle acque in caso di piena? Che fine hanno fatto le dichiarazioni di intenti rilasciate in questo senso, ad esempio, dal Comune di Lucca sollecitato (insieme a tutti gli altri Comune) dall’Autorità di Bacino?
Più in generale: non sarebbe utile che gli enti si dotassero di personale qualificato e necessario, cancellando magari figure meno indispensabili, per tornare a puntuali e severe verifiche sulla regimazione delle acque e sulla manutenzione di fossi e canali, oltre che sulla cura con cui si fa il taglio nei boschi e, soprattutto, si rimuovono poi tronchi, rami e foglie? Non si potrebbe chiedere qualche aiuto al personale della protezione civile il cui operato sarebbe assai più utile in queste mansioni, piuttosto che nelle esercitazioni-parata che sembrano a volte uscite dalla fervida fantasia di uno sceneggiatore?
E, salendo verso la Valle del Serchio, potrebbero gli enti e i loro amministratori, insieme all’Anas, spiegare cosa hanno fatto dall’inverno ad oggi non solo per sanare le frane sulla SS12 ed eliminare i semafori, ma anche per redigere e attuare un piano complessivo di interventi per evitare che la corrente del Serchio scavi sotto la strada per tutta la lunghezza del bacino idroelettrico al Ponte del Diavolo?
La nuova interruzione tra Borgo a Mozzano e Chifenti non solo reca gravi disagi a tutti i pendolari, ma assesta un colpo mortale alle attività, ai commerci, al turismo dell’intera Valle e anche della Montagna Pistoiese. Nessuno si sente addosso un po’ di responsabilità?
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