Il dolore
Gabbiani, nuovo flagello: nidificano anche in città
Proliferati a dismisura questi uccelli attratti in particolare dal cibo che trovano nelle discariche a cielo aperto e lungo il corso del fiume
LUCCA. C’è chi richiama alla mente il film thriller “Uccelli” di Hitchock e teme che alla fine prendano il sopravvento, chi più semplicemente parla di danni e sporco e invita a rimuovere il problema principale di fronte al nuovo flagello: la presenza di discariche a cielo aperto, quella di Nave su tutte. Il flagello è la proliferazione dei gabbiani che hanno invaso la nostra città ed anche gran parte del territorio provinciale, arrivando dal Serchio a Ponte S. Pietro fino al lago di Vagli e spingendosi anche nell’entroterra, se vi trovano da mangiare.
Nidificano durante tutto l’arco dei 12 mesi: il fenomeno quindi, con i problemi che ne conseguono, non è relegato ad una parte specifica dell’anno. Ci sono zone nelle quali sono più concentrati, ad esempio la stazione ecologica di Sant’Angelo in Campo e aree lungo il corso del fiume Serchio, dove si nutrono di avannotti e piccoli pesci, per la rabbia dei pescatori. «Se si eccettua il rischio che nidifichino su un camino o spostino tegoli dei tetti, non creano particolari problemi alle case – dice un’abitante di Sant’Angelo – nei dintorni della stazione ecologica, almeno per il momento. Comunque notiamo una presenza sempre più massiccia. Proteste più decise arrivano dai residenti nel centro storico: «I gabbiani nidificano anche sui tetti della città, con danni rilevanti. E non parliamo dello sporco. Già ci sono i piccioni, ci mancavano anchei gabbiani».
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