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Ex ospedale, sì a investimenti «ma niente speculazioni»

di Luca Cinotti

LUCCA. Tanti nodi da sciogliere, ma un punto fermo: «Sul Campo di Marte non accetterò mai destinazioni e funzioni che siano speculative». Il sindaco Alessandro Tambellini sa che quella dell’ex...

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LUCCA. Tanti nodi da sciogliere, ma un punto fermo: «Sul Campo di Marte non accetterò mai destinazioni e funzioni che siano speculative». Il sindaco Alessandro Tambellini sa che quella dell’ex ospedale è una delle partite cruciali per il futuro di tutta la città. Che si giocherà, in primo luogo, sulle alternative di progetto che sta preparando la Sinloc: «Avremo la possibilità di valutare diverse opzioni, compresi i costi», spiega Tambellini.

I soldi sono un fattore decisivi. Come i 23 milioni che l’accordo di programma del 2005 prevedeva arrivassero alla Regione dalla vendita del complesso. Cifra ora “implicitamente” ridimensionata a 18-20 milioni, ma che comunque rimane ancora un miraggio. «Non mi risulta - ragiona il primo cittadino - che ci siano pressioni dalla Regione per ottenere questi soldi. Anche perché si tratta di cifre contenute in un accordo del 2005 e da allora i tempi sono molto cambiati».

Insomma, sarebbe difficile ottenere queste cifre anche vendendo parte del complesso alle grosse catene che pure si erano fatte avanti. Ciò non toglie che un investitore potrebbe comunque trovare altre ragioni (economiche) nell’acquisto di alcuni edifici. Anche nell’ipotesi di portare alcune funzioni di “sicurezza” nell’ex ospedale: «Ci potrà essere la questura - esemplifica Tambellini - nel quadro di un investimento remunerativo. Mi spiego: un soggetto privato può decidere di acquistare e recuperare un edificio, magari investendo 15 milioni, con la prospettiva di affittarlo al ministero e ottenere un ritorno nell’ordine del 4% annuo, cioè 600mila euro».

Nel Campo di Marte potranno trovar posto anche altre funzioni, come negozi di vicinato e housing sociale. Ma il tutto dovrà essere legato, spiega Tambellini «a un progetto architettonico preciso, che dica cosa vogliamo fare con ogni edificio, quali mantenere, quali modificare e quali abbattere».

Su tutto aleggia la possibilità, ritornata alla ribalta negli ultimi giorni, della costruzione di un nuovo edificio. Un’ipotesi che non dispiaceva all’ex direttore generale Antonio D’Urso e che non dispiace all’attuale dg Joseph Polimeni. E che anche Tambellini guarda con interesse: «Se l’azienda volesse costruire l’edificio nella zona dell’obitorio, noi daremmo le autorizzazioni e potremmo abbattere tutti quei volumi inutili che ci sono nell’area. Ma questa - conclude il sindaco - è una decisione che spetta all’Asl e alla Regione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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