La manifestazione
«Niente transenne, per non cadere basta più attenzione»
Giudizi (quasi) unanimi tra lucchesi e turisti dopo l’ultimo incidente. Ma c’è chi chiede vigilanti e raggi infrarossi. L’Opera intanto è al lavoro per produrre una app da scaricare con tutte le informazioni (anche di sicurezza) sul monumento
LUCCA. L’ingrediente da usare? Il buonsenso, piuttosto che transenne, fili o altre barriere che finirebbero per deturpare la “skyline” delle Mura. Questo è il sentimento dominante nelle risposte all’ennesima riapertura del dibattito sulla sicurezza delle Mura dopo l'ultimo episodio di caduta di un bambino avvenuto giovedì sera. Accade ormai periodicamente che qualcuno cada dalla cinta muraria. La maggior parte degli incidenti vede coinvolti turisti di ogni nazionalità che non conoscono bene il monumento (e le sue insidie). Proprio per questo ha colpito che a cadere, due giorni fa, sia stato un bambino di una famiglia lucchese.
«Nel percorrerle si richiede solamente responsabilità e buon senso, maggiore controllo se si portano dei bambini; non è necessario un incaricato alla sorveglianza» sostengono, concordi lucchesi e turisti mentre passeggiano sulle Mura. C’è chi, invece, proporrebbe l’applicazione «di moderne tecnologie come barriere a raggi infrarossi» per aumentare la sicurezza; c’è chi esclude l’adozione di ringhiere poiché sarebbero «comunque scavalcabili». Sono tuttora presenti dei cartelli multilingue che rammentano di non sporgersi dai parapetti per il pericolo di caduta.
Il presidente dell’Opera delle Mura Alessandro Biancalana ricorda che «il problema del pericolo di caduta è stato più volte dibattuto, in collaborazione con la Sovrintendenza, si cerca di individuare nuove strategie per la sicurezza, magari attraverso l’adozione di sistemi architettonici per i punti più critici. Tuttavia il rischio ci sarà sempre: sono da escludere vigilanti fissi che comunque non potrebbero tenere sotto controllo in ogni istante ogni punto delle Mura». Quello che invece può essere fatto per responsabilizzare maggiormente i visitatori, è «sensibilizzare di più le persone a prestare attenzione facendo in modo che prendano coscienza dei rischi; sono comunque ben accette eventuali proposte ed idee». Al momento è invece in fase di elaborazione per il futuro anche l’utilizzo di un programma multimediale, ovvero un’app, che aiuti a segnalare le zone di maggior pericolo; progetto che si inserisce all’interno dell’estensione della rete wi-fi alla cinta muraria.
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