Il Tirreno

Lucca

«Chiusa nella farmacia»

Dirigente comunale testimone delle minacce alla dottoressa

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CAPANNORI. Un testimone oculare interviene sulla vicenda processuale che vedeva alla sbarra l’allora dirigente della farmacia comunale di Capannori accusato di violenza privata ai danni di una dottoressa che lavorava a tempo determinato. Una vicenda che, a livello penale, si è conclusa con la messa a prova chiesta dall’imputato e concessa dal giudice. Il testimone è il dirigente comunale Ginia Maria Viti che vuole esporre i fatti dal suo punto di vista privilegiato: quel 3 agosto 2012 lei si trovava proprio dentro la farmacia: «Ho visto tutto - dice la dirigente del comune di Capannori - e l’ho dichiarato e firmato nel verbale dei carabinieri. Ed ero pronta a confermarlo al giudice Annarumma se non ci fosse stata la sospensione del processo. Anch’io per gli inquirenti ero soggetto offeso, ma ho preferito non costituirmi parte civile per non appesantire le conseguenze economiche del collega. Quanto ha vissuto la giovane dottoressa lo ho vissuto anch’io visto che mi sono posta davanti a lei per difenderla da un uomo più alto e robusto che ci minacciava urlando e rinchiudendoci in farmacia. L’ho visto serrare la porta principale e poi finalmente riaprirci, dopo ripetute richieste, l’uscita secondaria con le chiavi che aveva lui. Ho visto la dottoressa tremare pallidissima e abbiamo raccontato tutto a una collega che ci ha notato correre fuori dalla farmacia sconvolte e che si trovava in piazza. Io sono stata, con il breve supporto della videocamera, l’unico testimone e lo dichiaro per rispetto di correttezza e trasparenza. Non intendo avallare comportamenti di grave discriminazione».

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