La manifestazione
Il Serchio ingoia la statale del Brennero
Nuova interruzione tra Borgo a Mozzano e Chifenti. Il fiume scava sotto la strada, urge un’opera di bonifica di tutta l’area
BAGNI DI LUCCA. È letteralmente precipitata nel fiume Serchio, durante la mattinata di ieri, la strada statale del Brennero nel tratto che congiunge la frazione di Chifenti a Borgo a Mozzano Capoluogo; fatto che ha costretto gli enti competenti a sospendere completamente il transito fino a data da destinarsi.
La via, proprio in quel punto, presentava già problemi: da mesi infatti la circolazione era possibile solo a senso unico alternato perché la corsia esterna, che si affaccia sul fiume e che ieri ha definitivamente ceduto, era stata erosa tempo fa dal corso d’acqua, costringendo i tecnici dell’Anas a recintare l’area con grossi blocchi di cemento e a posizionare un semaforo.
Il secondo sul Brennero, vista la presenza di una lanterna semaforica poco dopo il bivio che conduce al paese di Corsagna.
Dopo il crollo di ieri la situazione è comunque apparsa fin da subito critica: un tratto di corsia non esiste più e anche la zona circostante è interessata da crepe e visibili segni di cedimento.
Il fiume infatti continua a battere incessantemente nel punto danneggiato e a portare via, piano piano, pezzo dopo pezzo.
Grande preoccupazione, da questo punto di vista, destano le previsioni meteorologiche: se, come sembra, dovesse continuare a piovere il Serchio potrebbe ingrossarsi ancora e provocare ulteriori danni.
Su facebook e sugli altri social network è intanto scoppiata la protesta dei cittadini che parlano di disastro annunciato ed inevitabile: «Da troppo tempo la strada era in condizione precarie – dicono – e se si fosse intervenuti prima forse tutto questo si sarebbe potuto evitare»; e ancora «Adesso quanto dovremo aspettare per le opere di rispristino?»; «Il Comune di Borgo a Mozzano e la Provincia devono intervenire» perché la strada è sì statale, ma i cittadini chiedono che chiunque possa agire, ora lo faccia.
A parlare è anche Giampiero Micheli, presidente del Centro commerciale naturale “I paesi del Ponte” sorto in collaborazione con Confcommercio, che ha affermato: «Al di là dell’imprevedibilità di certi fenomeni atmosferici non si può non rimarcare come la situazione odierna alle porte di Chifenti sia diretta conseguenza di un cantiere aperto da mesi e su cui l’Anas ha perso colpevolmente troppo tempo. I momenti di bel tempo per sistemare il cantiere ci sono stati, ma non sono stati sfruttati. Oggi purtroppo – prosegue Micheli –, una situazione non sanata si è aggravata. Ma tutto ciò poteva essere evitato. I commercianti di Piaggione, ma anche i colleghi di Socciglia e Chifenti sono molto arrabbiati perché da mesi la viabilità lungo la strada statale del Brennero è ostacolata da due cantieri in pianta stabile che costringono gli automobilisti a rallentamenti che, spesso, finiscono con l’invogliarli a cambiare strada e a transitare dalla provinciale Lodovica, con gravi ricadute per le attività collocate lungo il Brennero stesso».
L’Anas, conclude il presidente del Ccn, «deve accelerare i tempi e risolvere la questione una volta per tutte: questa situazione non è più accettabile».
Il traffico nel frattempo è stato interamente veicolato verso Calavorno che dovrà assorbire, nelle ore di punta, centinaia e centinaia di veicoli in transito. E i tempi di percorrenza si allungano sempre di più, con disagi crescenti per pendolari e turisti.
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